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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Il Comune vende i suoi tesori: via anche Galleria Principe e Palazzo Cavalcanti

Nell'elenco ci sono anche i depositi Anm di Capodimonte e Posillipo. Passerà tutto a Invimit che verserà un anticipo del 30 per cento e poi si occuperà della cessione

Galleria Principe, Palazzo Calvalcati, il Garrittone, il comune di Napoli vende tutto. Per alcuni, Palazzo San Giacomo si appresta a svendere i suoi tesori. Domani, 30 novembre, in Consiglio comunale si voterà la dismissione di parte del patrimonio immobiliare pubblico. E sul banco del mercato ci finiranno pezzi pregiatissimi. Il pacchetto che sarà discusso nell'aula di via Verdi conterrà, infatti, la Galleria Principe di Napoli, Palazzo Cavalcanti (via Toledo), i depositi Anm del Garrittone (Capodimonte) e via Posillipo, un palazzo in via Egiziaca a Pizzofalcone 35 e un rudere vista mare in via Marechiaro 43. 

Tutto ciò passerà a Invimit, società di Stato con cui il Comune di Napoli siglò un accordo nel 2022, che si occuperà della sua vendita. Questi immobili sono stati valutati 43 milioni di euro e Palazzo San Giacomo incasserà subito il 30 per cento, circa 12 milioni di euro. Il resto, tolte le spese di Invimit, sarà incassato all'atto della vendita. Un'operazione che ha fatto storcere il naso a molti in Consiglio, alcuni anche all'interno della larga maggioranza che sostiene Gaetano Manfredi. Consiglieri che, per ora, restano in silenzio in attesa degli sviluppi.

Chi non ha problemi a esprimere la sua critica è Elena Coccia, consigliera comunale della maggioranza arancione che ha sostenuto Luigi de Magistris nella precedente amministrazione: Giovedì vi troverete a votare una delibera che è un colpo mortale per la città di Napoli per il nostro e il vostro futuro - scrive su Facebook rivolgendosi ai consiglieri comunali - Si impedirà di costruire un raccordo tra il Mann, l'Accademia di Belle Arti e il Conservatorio che insieme a piazza Bellini sono il punto focale della Cultura di Napoli. In cambio di qualche anno di stipendio di assessori e personale dirigenziale del Comune. Vi sembra che lo scambio sia equo? Insieme a questi beni l'Amministrazione si propone di vendere altri sei beni, tra caserme e civici quale quello di Via Egiziaca a Pizzofalcone. Il Comune non solo tradisce il Piano Regolatore che ha negli ultimi 30 anni impedito l' ulteriore sacco di Napoli, ma ne limita lo sviluppo aumentando ciò che tutti oramai definiscono la gentrificazione o la turistificazione della città. Consiglieri Ve la sentite di assumervi questa responsabilità?". 

I due mandati di de Magistris hanno messo al centro i beni comuni, ma con fortune alterne. Una delle esperienze meno riuscite riguarda proprio Galleria Principe (qui il nostro servizio-inchiesta). Riqualificata ha cominciato a perdere calcinacci, prima all'interno poi all'esterno, dopo pochi mesi. Senza considerare che i locali, fatta eccezione per un paio di iniziative, sono rimasti vuoti fino a oggi. Anche la collaborazione con il Mann non ha prodotto risultati apprezzabili. Al museo sono stati affidati alcuni locali, utilizzati in una sola occasione poi richiusi a chiave. Non è ancora chiaro che fine faranno le uniche attività che hanno aperto in Galleria: il caffè Lazzarelle, BicycleHouse e il nuovo bistrot ScottoJonno. 

La dismissione dei beni comunali non finirà qui. E' già pronto un altro lotto che guarda alla periferia est. All'interno dovrebbero finirci i locali di via Ammaturo dal 103 al 107, a Ponticelli, che oggi ospitano la polizia di Stato e un non meglio identificato immobile di viale della Villa Romana, sempre a Ponticelli. In questa strada le uniche proprietà comunali sono l'edificio del Giudice di Pace, quello della caserma dei carabinieri e un campo di calcio al centro di un lungo contenzioso. 

Che il Comune debba vendere parte del suo immenso patrimonio è innegabile. Si tratta di un ente in pre-dissesto e la firma del famoso Patto per Napoli siglato da Mario Draghi e Manfredi prevede, oltre all'aumento delle tasse locali, anche la cessione delle proprietà. Qualche dubbio resta sul calcolo del valore degli immobili stessi e sul fatto che, ancora oggi, l'amministrazione paga milioni di euro in fitti passivi per sistemare i propri uffici in location private. Se ne parlerà in Consiglio. 

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