Fenomeni di dissesto minacciano le chiese del Centro Storico di Napoli: lo studio della Federico II

E' quanto emerge da una recente ricerca condotta dai docenti del DiSTAR Università degli Studi di Napoli pubblicata su Journal of Cultural Heritage

Numerose chiese del Centro Storico di Napoli potrebbero essere interessate da fenomeni di dissesto (sinkholes) legati alla presenza di cavità e alla particolare conformazione geologica del sottosuolo. E' quanto emerge da una recente ricerca condotta dai docenti del DiSTAR Università degli Studi di Napoli Federico II Concetta Rispoli, Diego Di Martire, Domenico Calcaterra, Piergiulio Cappelletti, Fabio Sossio Graziano, Luigi Guerriero, pubblicata su Journal of Cultural Heritage.

La recente voragine apertasi in Piazza Canneto ha messo in evidenza, ancora una volta, l'estrema fragilità del territorio del Comune di Napoli, molto spesso soggetto a tali fenomeni.

Il Centro Storico di Napoli, patrimonio UNESCO dell'umanità, è caratterizzato dalla presenza di più di 500 luoghi di culto, tra cattedrali, chiese e cappelle, che ne fanno un unicum al mondo. I risultati della ricerca indicano che la contemporanea presenza di particolari condizioni del substrato geologico e di attività antropiche, in termini di sfruttamento a lungo termine dei materiali geologici (le cosiddette "pozzolane", Tufo Giallo Napoletano), possano incrementare la predisposizione del territorio a dar luogo a fenomeni di 'sinkhole'.

Il conseguimento di tali risultati è stato possibile attraverso un approccio integrato di tecniche di monitoraggio convenzionali e satellitari (Interferometria Differenziale SAR). Queste ultime, in particolare, consentono, attraverso il processamento di immagini radar acquisite dalla costellazione di satelliti SENTINEL-1 dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), di ottenere mappe dei tassi di spostamento medio, i quali, a loro volta, possono essere considerati indice di probabile instabilità. Nello specifico sono state analizzate, le deformazioni ottenute dall'analisi interferometrica di dati satellitari per il periodo 2016-2020, la presenza e la distribuzione di cavità antropiche e la natura geologica del sottosuolo.

L'analisi ha consentito di ottenere una mappa di suscettibilità da sinkholes, dove sono state messe in evidenza le interazioni con gli edifici di culto presenti, identificandone ben 60 ricadenti in aree classificate come suscettibili al dissesto. Questo studio sottolinea come la ricerca integrata tra discipline a carattere applicativo (in questo caso, Geologia Applica e Applicazioni mineralogico-petrografiche per l'ambiente e i beni culturali) possa fornire un supporto indispensabile nella gestione e mitigazione dei rischi geologici in ambito urbano

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