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"Case fatality rate", l'ISS classifica la mortalità Covid tra le regioni: la situazione in Campania

La percentuale di decessi standardizzata per sesso ed età. Particolare primato nella nostra regione: il rapporto tra uomini e donne deceduti è di 2 a 1, unicità nel Paese

La letalità del Covid-19 in Italia nella seconda fase dell’epidemia è del 2,4%, più bassa rispetto a quella della prima fase (6,6%) durante la quale però l’accessibilità rallentata ai test diagnostici e la diversa distribuzione geografica dei casi potrebbero aver fornito un dato distorto. A riportarlo, è il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità appena pubblicato, dove sono presentate anche le stime a livello regionale e in riferimento alle diverse fasi dell’epidemia.
Questo rapporto ha al suo centro il CFR, "Case fatality rate", ovvero la percentuale di decessi standardizzata per sesso ed età. Un indice che ha i più alti valori osservati in Lombardia (5,7%) ed Emilia-Romagna (5,0%), mentre i livelli più bassi sono stati osservati in Umbria (2,3%) e Molise (2,4%).

Significativo per la Campania che – sull'intero periodo – l'indice sia addirittura quasi la metà che in Lombardia, ovvero al 3,05%. Anzi, se si considera il dato grezzo, ovvero non standardizzato per sesso ed età, in Lombardia è addirittura 4,1 volte superiore che in Campania (8,04% vs.1,97%).
Invece, l'analisi stratificata per periodo di calendario ha evidenziato come il CFR standardizzato per sesso ed età in Lombardia non differisca sostanzialmente da quello osservato in Campania in ciascuna delle tre fasi epidemiche (7,95% vs.7,31% durante la prima ondata dell’epidemia; 0,90% vs.1,63% durante i mesi estivi; e 2,75% vs.2,53% durante la seconda ondata dell’epidemia).

L'indice dimostra che la Campania ha avuto un tasso di mortalità alto anche all'inizio della pandemia, quando i casi erano pochi (il più alto con Lombardia e Abruzzo), e che questo è andato crescendo. Se il CFR si considera aggiustato per mese di diagnosi, oltre che per sesso ed età, nell’intero periodo preso in esame dal rapporto dell'ISS (febbraio-ottobre 2020) e assumendo l’intero Paese come riferimento, è possibile osservarlo in crescita soprattutto in Abruzzo (+36%), Puglia (+35%), Sicilia (+31%), Campania (+27%), Lazio (+26%) e Lombardia (+16%). Dato in discesa invece soprattutto nella Provincia Autonoma di Trento (-31%) e in Umbria (-26%), in Friuli Venezia Giulia (-18%), Basilicata (-18%), Toscana (-15%) e PA di Bolzano (-15%).

Del resto, se un'analisi generale del dato mostra che durante i mesi estivi l’incidenza è diminuita sensibilmente, con un CFR cresciuto (relativamente) nelle Regioni centro-meridionali per poi ridursi al ricrescere del dato Nazionale, è proprio in Campania (oltre che in Puglia e Sicilia) che l'indice si è mantenuto sempre in aumento.

Infine, un dato che rende la Campania unica nel panorama nazionale: la differenza di genere delle vittime. Se già al Sud i decessi si sono verificati più tra persone di sesso maschile che femminile, nella nostra Regione il rapporto è addirittura di 2 a 1 per gli uomini.

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