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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Assegnazione della casa coniugale e convivenza con il nuovo partner: cosa accadrebbe

L'avvocato Sabrina Sifo risponde

La casa coniugale (o familiare se si tratta di conviventi) è il luogo dove i coniugi, prima di separarsi, avevano stabilito di vivere la loro vita insieme e dove vivevano con i figli qualora ve ne fossero. La stessa, può essere di esclusiva proprietà di uno dei coniugi o di un loro genitore e può essere gravata da un mutuo. Detto ciò, considerato che la casa coniugale viene assegnata, ovvero viene concesso il diritto di abitazione, al genitore (genitore assegnatario) con il quale i figli abiteranno, sorge spontanea la domanda: che cosa accade se, dopo la separazione, il coniuge assegnatario inizia nella stessa la convivenza con un nuovo partner? Preliminarmente si evidenzia che non bisogna chiedere alcuna autorizzazione all’altro coniuge e né può essere inserito, nelle condizioni di separazione o divorzio, un divieto assoluto di frequentare con i figli un nuovo compagno nella casa coniugale, in quanto ciò costituirebbe una restrizione illegittima della libertà personale del coniuge.

I casi

Nell’ordinamento troviamo l’art. 337 sexies del codice civile che prevede “il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio”. Questa norma, però, nella sua attuazione, è stata subordinata ad un giudizio di conformità all’interesse del minore. Tant’è che la Corte Costituzionale (sentenza 30 luglio 2008, n. 308) ritenendo discriminatorio, nella tutela del minore, le scelte di vita del genitore, ha stabilito che la convivenza con un nuovo partner nella casa coniugale, non è di per sé una circostanza che determina la cessazione dell’abitazione ma il giudice dovrà sempre valutare il prioritario interesse del minore. La giurisprudenza ha limitato così la revoca dell’assegnazione della casa coniugale solo nei casi in cui la nuova convivenza sia di pregiudizio ai minori conviventi. Per il coniuge non assegnatario, semmai anche proprietario, della casa coniugale l'unica strada percorribile, in questi casi, sarà quella di rivolgersi al Tribunale per ottenere il regolamento di nuove condizioni economiche, eventualmente disposte in favore del coniuge, sostenendo che la nuova convivenza comporta un aumento del reddito dell’ex coniuge. Da precisare, tuttavia, che nessun cambiamento potrà essere richiesto per l’assegno dei figli minori o maggiorenni ma non economicamente autosufficienti.

(Avv. Sabrina Sifo)

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