Martedì, 16 Luglio 2024

Caro affitti: studenti senza casa e boom di sfratti |VIDEO

Oltre 10mila le ordinanze di sgombero per morosità dopo il Covid. Abitazioni introvabili o a prezzi folli: "Speculazione turistica senza regole"

Trovare casa a Napoli è diventata un'impresa. Peggio, un dramma. Le abitazioni disponibili sono pochissime, il costo degli affitti è esorbitante, senza contare che dopo il Covid le ordinanze di sfratti per morosità incolpevole ammontano a 10mila. 

Secondo i comitati cittadini sono gli effetti di una turistificazione senza regole. Se ne discute da mesi nelle assemblee pubbliche indette dalla 'Rete Set - Diritti ai tempi del turismo'. "Restare abitante di questa città è diventato quasi impossibile - sostiene l'attivista Anna Fava - L'aumento degli affitti negli ultimi 12 mesi è superiore al 5 per cento. Una situazione che nasce dal fatto che le piattaforme online permettono a chiunque di mettere sul mercato turistico la propria abitazione, senza alcun vincolo".

Solo nel centro storico della città, l'offerta recettiva atipica ammonterebbe a 10mila unità immobiliari. Un mercato quasi del tutto esentasse. "C'è una sentenza del Tar Campania che punta a limitare questo fenomeno - spiega Chiara Capretti di Potere al Popolo - Viene specificato che se gli affitti brevi sono reiterati allora non possono essere definiti brevi e siamo di fronte a un'attività commerciale per la quale sono necessarie la partita iva e la Scia. Il Comune di Napoli potrebbe partire da qui, almeno per limitare il numero di case vacanza in centro". 

La crisi della casa non colpisce più solo gli ultimi della società. Anche il ceto medio, impoverito da stipendi che da 30 anni a oggi non sono aumentati di un euro. "L'aggressività dei proprietari è aumentata - dichiara Alfonso De Vito dello Sportello per il diritto all'abitare - Oggi chiedono doppio stipendio e per le famiglie monoreddito è diventato un problema enorme. Da quando il blocco degli sfratti è stato tolto, sono state emanate 10mila ordinanze, il 500 per cento della media annuale napoletana. Si tratta, spesso, di morosità incolpevole, cioè di persone che hanno perso il lavoro in pandemia e non sono in grado di pagare l'affitto". 

Un'altra categoria disperata è quella composta da studenti fuori-sede e dottorandi, in una città in cui le residenze universitarie non esistono. "Prendere una stanza a Napoli può costare dai 350 ai 500 euro - precisa Martina Gargiulo, dell'Associazione italiana dottorandi - E se prima era un problema solo del centro città, adesso anche altri quartieri, come Fuorigrotta, sono inavvicinabili". 

A questo quadro si aggiunge la totale assenza di una politica per la casa, sia a livello comunale che regionale. L'edilizia popolare è ferma da un trentennio e i contributi pubblici sono risibili. "Come se non bastasse - conclude Chiara Capretti - il Governo Meloni ha spazzato via i sussidi che c'erano fino a poco fa". 

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