Venerdì, 19 Luglio 2024
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Campi Flegrei, cosa accadrebbe con il passaggio a livello di allerta arancione: le misure previste

La pianificazione per il rischio vulcanico prevede, tra le altre cose, che nella fase di preallarme vengano evacuate le persone presenti presso ospedali e case di cura, venga trasferita la popolazione carceraria e vengano messi in sicurezza i beni culturali

Si sta discutendo, e tanto, nelle ultime ore sulle parole pronunciate dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci nel pomeriggio di martedì su un eventuale passaggio al livello di allerta arancione per i Campi Flegrei "se dovesse perdurare tale situazione". In una nota Musumeci aveva spiegato che "l'attività vulcanica, connessa al bradisismo, risulta essere in costante evoluzione". 

La dichiarazione del ministro è arrivata dopo alcuni giorni di intenso lavoro tra il dipartimento nazionale, l’Istituto di geofisica e vulcanologia e la commissione Grandi Rischi. Il Dipartimento della Protezione Civile ha, infatti, acquisito il parere della commissione Grandi Rischi – Settore rischio vulcanico, riunitasi il 27 e 28 ottobre su richiesta del Capo dipartimento, Fabrizio Curcio, per un ulteriore approfondimento tecnico-scientifico sui fenomeni in corso nell’area dei Campi Flegrei. Nel corso della riunione, la commissione ha iniziato le audizioni di una serie di esperti, italiani e stranieri, con esperienza specifica sui Campi Flegrei.

In base a quanto emerso e alle valutazioni compiute, la Commissione ha rilevato che l’insieme dei risultati scientifici rafforza l’evidenza del coinvolgimento di magma nell’attuale processo bradisismico di sollevamento del suolo. In particolare, ritiene che il quadro complessivo – pur se non di univoca interpretazione – faccia comunque emergere la possibilità che i processi in atto possano evolvere ulteriormente. La Commissione, pertanto, ritiene opportuno che sia le attività di monitoraggio da parte dei centri di competenza, sia le attività di prevenzione da parte delle varie componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile, si intensifichino ulteriormente e si preparino all’eventuale necessità di passare rapidamente verso un livello di allerta superiore rispetto all’attuale giallo.

Il Dipartimento, sulla base delle valutazioni della commissione Grandi Rischi relative in particolare all’interconnessione tra il fenomeno bradisismico e la possibile evoluzione dell’attività vulcanica, ha chiesto ai centri di competenza, e in particolare all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, di implementare e perfezionare ulteriormente il sistema di monitoraggio, così da essere capace di rilevare in modo tempestivo una variazione dello stato del vulcano connesso alla possibile risalita di magma.

Cosa accadrebbe con il passaggio a livello di allerta "arancione"

Ma cosa accadrebbe se ci fosse un passaggio di livello di allerta dall'attuale "giallo" ad "arancione"? Secondo quanto si legge sul piano di Rischio vulcanico per i Campi Flegrei sul sito della Regione Campania, le attività vengono cadenzate in base a livelli di allerta. 

La pianificazione prevede che, nella fase di preallarme (Arancione): 

- Vengano evacuate le persone presenti presso ospedali e case di cura

- Venga trasferita la popolazione carceraria

- Vengano messi in sicurezza i beni culturali

La popolazione residente, già in questa fase, se dotata di sistemazione abitativa propria alternativa, purché esterna alla zona "gialla", possa allontanarsi spontaneamente.

Ulteriori passaggi sarebbero:

- Dichiarazione dello Stato di emergenza (che è preventivo: normalmente, per altre tipologie di evento la dichiarazione dello stato di emergenza avviene in fase di allarme) 

- Approntamento e attivazione della DiComaC e degli altri centri operativi sul territorio

- Attivazione pianificazioni specifiche

- Gestori delle infrastrutture dei servizi essenziali e della mobilità 

- Backup dei dati e delle reti 

- Predisposizione e avvio del riposizionamento delle risorse ricollocabili in aree sicure 

- Attività di comunicazione e diffusione delle comunicazioni. 

Curcio: "Il sistema nazionale di Protezione Civile intensificherà le attività che già sta portando avanti"

“Il sistema nazionale di Protezione Civile – dichiara il Capo Dipartimento, Fabrizio Curcio - continuerà e intensificherà le attività che già sta portando avanti rispetto al rischio sismico e al rischio vulcanico in area flegrea, in particolare con il pieno coinvolgimento della Regione Campania, della Prefettura - UTG di Napoli e dei sindaci dei comuni flegrei, anche rispetto all’eventualità di un passaggio a livello di allerta superiore".

"Vale la pena, infatti, ricordare che già dal 2012, in relazione all’innalzamento di alcuni parametri di monitoraggio, il livello di allerta sui Campi Flegrei è giallo e che in particolare nelle ultime settimane la situazione è seguita con ancora maggiore attenzione, come testimonia il Decreto Legge 12 ottobre 2023, n. 140, emanato dal Governo per dare una risposta organica al fenomeno del bradisismo con misure di prevenzione strutturali e non strutturali. Lo scorso venerdì si è riunito il Comitato operativo nazionale della Protezione Civile per fare il punto sullo stato del vulcano e sul coinvolgimento e l’attivazione dei diversi livelli e articolazioni del Servizio nazionale, nell’ambito della pianificazione per il rischio vulcanico. A tale proposito, nei prossimi giorni proseguiranno le attività per l’aggiornamento dei piani di settore, mentre la commissione Grandi Rischi continuerà a seguire costantemente l’evoluzione della situazione attraverso riunioni periodiche e nuove audizioni", si legge nella nota del Ministero per la Protezione civile. 

"In tale contesto un tema particolarmente importante è quello relativo alla percezione del rischio, in quanto le valutazioni della Commissione impongono ancora maggiore cautela e un chiaro richiamo all’incertezza sulla possibile evoluzione dei fenomeni, così che le istituzioni locali e i cittadini possano raggiungere la consapevolezza necessaria a prepararsi adeguatamente rispetto a possibili nuove azioni di prevenzione, in particolare per la zona rossa", conclude la nota. 

Sindaci di Napoli, Pozzuoli e Bacoli: "L'attenzione del Governo e delle strutture operative centrali ci rasserena. Fare attenzione ai termini usati per la comunicazione"

"La Commissione Grandi Rischi ha confermato il livello di allerta giallo rispetto al rischio vulcanico e ha opportunamente ritenuto di potenziare i sistemi di monitoraggio al fine di garantire la sicurezza della popolazione. Sappiamo di dover convivere con il fenomeno vulcanico e con quello bradisismico, anche nelle fasi difficili come quella attuale. L’attenzione del Governo e delle strutture operative centrali ci rasserena e sappiamo di dover essere consapevoli e continuare ad occuparci del nostro territorio come stiamo facendo incessantemente. Prendiamo spunto dalle osservazioni della Commissione per richiedere con forza l’attivazione delle iniziative previste dal Governo nel Decreto Legge, e integrate dagli emendamenti richiesti dai Comuni flegrei. Ricordiamo a tutti di fare molta attenzione ai termini usati per la comunicazione, tenendo conto degli effetti sulla popolazione e sull’economia dei Campi Flegrei. Se ognuno si comporta in maniera consapevole, anche tutelando le singole responsabilità, riusciremo a superare le difficoltà e approderemo ad una nuova forma di gestione del territorio maggiormente resiliente". E' quanto affermano in un comunicato congiunto i sindaci di Napoli e della Città Metropolitana, di Pozzuoli e di Bacoli, Gaetano Manfredi, Luigi Manzoni e Josi Gerardo Della Ragione.

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