Covid, Campania "zona gialla": i 21 indicatori che ne hanno determinato il livello di allerta

Come il Governo aveva anticpiato da giorni, a determinare la posizione di una Regione nei tre scenari di allerta è l'incrocio di 21 fattori. Ecco quali sono

Ansa

Ha destato sorpresa ieri sera, nel corso della conferenza stampa del premier Giuseppe Conte sul nuovo Dcpm, l'inserimento della Campania nella fascia "gialla", ovvero tra quelle la cui situazione epidemiologica necessita dei provvedimenti meno restrittivi. Il dibattito, fino a poche ore prima, era anzi se la regione guidata da Vincenzo De Luca si sarebbe trovata in quella arancione - come veniva posizionata dai più - o addirittura rossa, anche alla luce del numero particolarmente alto di contagi registrato proprio ieri dalla locale Unità di crisi.

Ma a cosa si deve questa scelta del Governo, che per ragioni diverse ha lasciato perplessi sia il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca? Come il Governo aveva anticpiato da giorni, a determinare la posizione di una Regione nei tre scenari di allerta è l'incrocio di 21 fattori, che elenchiamo di seguito.

Le perplessità di de Magistris: "Campania zona gialla, i conti non tornano"

Le critiche di Vincenzo De Luca

I 21 indici per classificare le regioni

I primi sei indicatori riguardano la capacità di monitoraggio.

1) Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
2) Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
3) Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
4) Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
5) Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
6) Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

Ulteriori sei indicatori riguardano invece la capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti.

7) Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
8) Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
9) Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
10) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.
11) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
12) Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

Gli ultimi nove indicatori invece sono sulla "stabilità di trasmissione" e sulla tenuta dei servizi sanitari.

13) Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
14) Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).
15) Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
16) Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
17) Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
18) Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
19) Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
20) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
21) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

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