Martedì, 16 Luglio 2024
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Permeabilità mafiosa al 61% in Campania: i dati sconcertanti di un'indagine

Punte altissime nell'area metropolitana di Napoli dove la dispersione scolastica supera il 30% e la disoccupazione giovanile si assesta al 67,5%

“Nelle aree periferiche della Città Metropolitana di Napoli si registra, tuttora, per una serie di scelte – dice il consigliere metropolitano delegato ai fondi comunitari e nazionali per le Politiche di coesione, Giuseppe Sommese - una sacca di marginalità sociale. Nelle periferie si riscontrano titoli di studio più bassi, una precoce uscita dal sistema di istruzione e formazione e quindi più NEET, ovvero più ragazzi che non studiano, non lavorano né frequentano corsi di formazione. Situazioni spesso caratterizzate da esperienze di vita difficili, segnate da disgregazione o disagio familiare, difficoltà economiche, gravi forme di precarietà abitativa, forti carenze culturali, con una condizione di grave disagio minorile e un elevato rischio di devianza".

Sono impietosi i dati presentati da Sommesse nel corso di un incontro nell'aula consiliare di Santa Maria la Nova sui risultati del Progetto realizzato da Città Metropolitana in partnership con i Comuni di Napoli, Caivano, Giugliano, Afragola, Marigliano e Castello di Cisterna e con operatori del terzo settore nell’ambito del PON Legalità 2014 – 2020.

"In alcuni quartieri di Napoli - ha detto Sommese - i NEET raggiungono il 58,8% della popolazione giovane, mentre la disoccupazione giovanile, in città, viaggia intorno al 60% e l’indice di permeabilità mafiosa, in Campania, si attesta al 61,21%, con punte altissime proprio nell’area metropolitana partenopea”.

La tecnica dell'aggancio

Grazie ad un finanziamento di 3 milioni di euro assegnato all’Ente in esito a un bando nell’ambito del PON Legalità, la Città Metropolitana - insieme con i Comuni partner e con gli operatori sociali aggiudicatari del servizio - ha messo in campo una metodologia innovativa che - dichiara una nota - "ha portato a risultati sorprendenti, specie se inseriti in contesti sociali e ambientali di particolare complessità quali quelli che hanno costituito lo scenario degli interventi". Il primo passo è stato appunto agganciare i giovani a rischio direttamente nei loro spazi di vita e di relazione, grazie alla comparazione di informazioni dei servizi sociali, delle istituzioni scolastiche, delle parrocchie. Successivamente si è proceduto con la presa in carico e, dopo una fase di ascolto e di conoscenza, si è arrivati all’elaborazione di Piani individualizzati di accompagnamento educativo (PIAE) finalizzati al reinserimento scolastico, sociale e lavorativo. Le attività programmate - continua la nota di Città Metropolitana - hanno portato, nella stragrande maggioranza dei casi, nell’arco dei 24 mesi in cui il progetto è stato articolato, al raggiungimento degli obiettivi previsti.

I dati

All'incontro, moderato dal giornalista Salvatore Del Giudice, sono intervenuti tra gli altri Maria de Luzenberger, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Paola Coronella, giudice presso il medesimo Tribunale; il viceprefetto Valentina D'Urso dell’Autorità di gestione del PON Legalità; Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo; Dario Bacchini, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università Federico II di Napoli; Massimo del Vasto, responsabile unico del procedimento per la Città Metropolitana di Napoli; gli assessori comunali di Napoli Chiara Marciani e Maura Striano; i sindaci dei Comuni interessati ed esperti del terzo settore tra cui Cesare Moreno; i consiglieri metropolitani Domenico Esposito Alaia e Marianna Salierno; il presidente della Commissione Anticamorra della Regione Campania Carmine Mocerino; rappresentanti della Prefettura e della Questura di Napoli.

Ad essere coinvolti nel progetto circa 70 tra coordinatori, educatori, facilitatori, esperti di laboratorio per 243 destinatari.

92 i giovani accompagnati con successo nei corsi di studio, arrivando al completamento della licenza elementare o media o al conseguimento della maturità: e con soddisfazione sono stati evidenziati il brillante risultato di 100/100 di uno dei ragazzi seguiti e l'iscrizione all'università di un altro. 75 gli adolescenti e i giovani inseriti in percorsi di istruzione e formazione professionale; 72 i beneficiari avviati al lavoro o orientati professionalmente.

Il caso Napoli

Nel capoluogo si è partiti dai dati dell’ultimo quinquennio rilevato che rendevano un tasso di studenti dispersi del 34%, un tasso di disoccupazione giovanile al 67,5% e quello dei NEET al 58,8%.

Si è intervenuti nei quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli. In alcuni casi gli interventi hanno riguardato anche giovani sottoposti a percorsi di reinserimento sociale e riparativo deciso dai giudici titolari dei loro procedimenti penali, coinvolgendo anche i Centri per i Servizi Sociali e l’USSM del Tribunale per i Minorenni di Napoli Su 98 destinatari previsti, sono stati 121 i giovani che hanno preso parte alle attività. I risultati ottenuti raccontano di 19 ragazzi che sono stati accompagnati alla licenza media, 5 alla maturità, 32 promossi all’anno successivo scuola superiore di secondo grado, 6 bocciati di cui due reinseriti in percorsi formativi/educativi, 48 inseriti in percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), 11 NEET inseriti in percorsi di tutoring e orientamento lavorativo, un giovane iscritto all’università.

Il Parco Verde di Caivano

Al termine del percorso, per quattro minori è stata prevista l’attivazione di tirocini formativi professionalizzanti, per 9 quella di attività laboratoriali, per 7 attività di istruzione parentale per l’accompagnamento e la preparazione al conseguimento della licenza media, due minori iscritti all’Istituto Comprensivo De Gasperi e 3 all’I.C. Parco Verde. Per un solo ragazzo è stata prevista la partecipazione all’associazione sportiva calcio “Boys Caivanese” e il supporto scolastico. Nei 2 anni del progetto 15 ragazzi che hanno conseguito la licenzia media, 5 hanno superato gli anni scolastici e altri 5 sono stati orientati professionalmente.

Il Quartiere Casacelle a Giugliano

Giugliano - spiega Città Metropolitana - presenta un numero elevatissimo, rilevato presso il locale Centro per l’Impiego, di disoccupazione giovanile riferita alla fascia d’età 16 – 35 anni, pari a 35mila unità.

38 gli interventi educativi effettuati (rispetto ai 35 previsti): 5 giovani hanno preso parte ai tirocini attivati presso altrettante aziende del territorio, 18 al corso di operatore al servizio bar, 11 a quello di truccatore dello spettacolo e 4 a quello di competenze digitali, con inserimento per tutti in percorsi professionali.

Afragola, Rione Salicelle

Su 21 partecipanti al Progetto, al Rione Salicelle di Afragola 9 sono stati indirizzati a percorsi di IeFP (6 hanno frequentato il corso di estetica e 3 quello di acconciatore), mentre 8 sono stati orientati professionalmente (uno è diventato coordinatore amministrativo, 2 operatori per l’infanzia, uno assistente in uno studio di odontotecnico e 4 esperti di onicotecnica). Agli altri 4 è stato fornito supporto scolastico, consentendo a 2 di loro di arrivare alla licenza elementare e agli altri 2 alla licenza media.

Marigliano, Rione Pontecitra

21 i beneficiari degli interventi con attivazione di tirocini formativi professionalizzanti, di attività laboratoriali e di istruzione parentale con ragazzi che hanno completato gli studi o sono stati avviati a percorsi professionali.

Il Parco Enrico De Nicola a Castello di Cisterna

Nel piccolo comune del Nolano si registra complessivamente un alto tasso di disoccupazione soprattutto tra i giovani e le donne, ma a colpire di più è la differenza tra il tasso di scolarità tra gli originari del paese, che è elevato, e le famiglie trapiantate, provenienti dalla periferia più degradata di Napoli, con bassa scolarità e depressione scolastica. L’ambito di riferimento è stato individuato proprio nel posto in cui queste ultime famiglie vivono, il Parco Enrico De Nicola, costituito da 5 edifici ex legge 219, casermoni del post terremoto dove vivono 250 nuclei familiari, la maggior parte dei quali dediti ad attività illecite, ad alto tasso di criminalità organizzata. Insieme al Parco Cisternina, è annoverato tra le maggiori piazze di spaccio dell’entroterra nord-orientale di Napoli. 21 i destinatari tra i 14 e i 25 anni. 5 hanno superato gli anni scolastici, di cui una ha conseguito la maturità con una votazione di 100/100, 3 hanno conseguito la licenza media, 2 sono stati indirizzati a frequentare un corso regionale per il proseguimento dell’obbligo scolastico, uno frequenta uno stage presso un’azienda locale, mentre 10 destinatari sono stati orientati professionalmente.

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