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Lutto all'università Federico II: addio al prof. Boris Ulianich

Professore emerito di Storia del Cristianesimo presso l'ateneo partenopeo, è stato anche senatore della Repubblica per tre legislature

Lutto all'università di Napoli Federico II per la scomparsa di Boris Ulianich, professore emerito di Storia del Cristianesimo presso l'ateneo partenopeo. 

Ulianich nasce nell'istriana Bogliuno (attualmente Boljun, in Croazia) il 12 febbraio 1925. Formatosi a Roma, dove si laurea in Filosofia, e presso l'Istituto di Storia europea di Mainz, ha avuto come maestri figure fondamentali della storiografia novecentesca, in particolare Carlo Antoni, Delio Cantimori, Federico Chabod e Joseph Lortz e ha collaborato con studiosi di grande rilievo della storia del cristianesimo italiana come Giuseppe Alberigo, Paolo Brezzi e Paolo Prodi. E' proprio grazie a Brezzi che Ulianich giunge a Napoli nel 1967, succedendo al maestro su quella che era stata la cattedra di Adolfo Omodeo e dove fonda, insieme a Vincenzo Cilento, l'Istituto di studi storico-religiosi, di cui è stato Direttore ininterrottamente a partire dal 1973 fino al trasferimento nelle neonate strutture dipartimentali.

Intellettuale di chiara ispirazione cattolica, ma sempre e comunque laico nel metodo e nella prospettiva di analisi, ha dedicato la sua attività di ricerca alla Riforma luterana, ai riverberi delle questioni sollevate da Lutero all'interno del cattolicesimo italiano e alla loro permanenza nella riflessione teologica novecentesca. Di fondamentale rilevanza è l'edizione critica delle Lettere ai Gallicani di Paolo Sarpi (Wiesbaden 1961), oltre ai numerosi saggi e articoli su momenti della riforma e sulla ricezione dei nodi ad essa legati o connessi nel quadro storico-culturale italiano tridentino e post-tridentino e nei dibattiti culturali dell'Europa del Novecento (raccolti in parte nel volume Riforma e riforme. Momenti di storia e storiografia, Napoli 1995).

Direttore per lungo tempo della collana di studi storico-religiosi de il Mulino, ha curato l'edizione italiana di opere fondamentali della riflessione critico-teologica novecentesca, dalla Storia della Chiesa nello sviluppo delle sue idee (1958) a La Riforma in Germania (2 voll.; 1978-1981) di Joseph Lortz, fino a Cristo e il tempo di Oscar Cullmann (1965). Senatore della Repubblica italiana per tre legislature dal 1978 al 1992 nel gruppo della Sinistra indipendente, Ulianich è stato un intellettuale estremamente attivo nel dibattito pubblico su diversi fronti, intervenendo sui rapporti tra Chiesa cattolica e Stato italiano (si pensi ai suoi interventi sul Concilio Vaticano II), sul ruolo dell'istruzione pubblica, senza trascurare questioni di urgente drammaticità come la ricostruzione successiva al terremoto dell'Irpinia del 1980 (e di cui sono testimonianza i numerosi interventi ancora ascoltabili sul sito di Radio Radicale).

Non possono essere infine dimenticate l'infaticabile attività di Ulianich come ideatore e organizzatore di convegni scientifici di rilievo nazionale e internazionale, come quello su La croce. Iconografia e interpretazione (secoli I-inizio XVI), celebratosi a Napoli tra il 6 e l'11 dicembre 1999 (praticamente in concomitanza con l'apertura del Grande Giubileo del 2000) – i cui atti hanno visto la luce nel 2007 (3 voll., per i tipi di Elio de Rosa, Napoli) – e la partecipazione, in qualità di consulente esperto, alla realizzazione di film di notevole rilevanza nella storia del cinema italiano, come Francesco di Assisi (1966) e Galileo (1968) di Liliana Cavani.

"La comunità federiciana si associa al cordoglio della famiglia, dei colleghi e degli studenti", si legge nel ricordo pubblicato sul sito della Federico II. 

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