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Lunedì, 17 Giugno 2024
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“Anima Libera”: il progetto che porta in mare i pazienti con difficoltà motorie

Seconda edizione del progetto promosso dal Centro Clinico NeMO Napoli e attivato con Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi in collaborazione con il Club Nautico della Vela di Napoli e NeMO Lab

Ha preso il largo, nel senso proprio dell'espressione, la seconda edizione di “Anima Libera”, il percorso in barca a vela che affianca la presa in carico psicologica e riabilitativa delle persone con SLA, SMA e distrofie muscolari, attraverso una modalità esperienziale improntata alla cura di sé e alla realizzazione del desiderio di libertà.

Promosso dal Centro Clinico NeMO Napoli, il progetto è attivato insieme all’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi, dove il NeMO è presente dal 2020, in collaborazione con il Club Nautico della Vela e NeMO Lab.

Molto positivi gli esiti della prima edizione, riscontrati attraverso il monitoraggio clinico e psicologico dei pazienti che hanno partecipato. “Le rilevazioni dei vissuti di benessere e dei parametri respiratori e cardiologici ci dicono che il progetto ha avuto un impatto positivo sulla qualità di vita dei pazienti che vi hanno preso parte nella prima edizione – spiega infatti Giuseppe Limongelli, direttore scientifico del Centro NeMO Napoli - Siamo felici, dunque, che si possa ripartire, dando la possibilità a più persone di partecipare al percorso e permettendoci, altresì, di continuare a fare ricerca per validare nel tempo un modello di trattamento in barca a vela, che supporti la presa in carico delle persone con malattie neuromuscolari”. “Promuoviamo, in sinergia con il Centro Clinico NeMO Napoli, attivo presso l’ospedale Monaldi, un modello che punta su protocolli terapeutici multidisciplinari e che cura le patologie neuromuscolari non solo con i farmaci, ma con una presa in carico globale che valorizza gli aspetti psicologici e riabilitativi - dice Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli - I risultati incoraggianti registrati nel corso della prima edizione del progetto “Anima Libera” sono la dimostrazione dell’efficacia di questo approccio”.

Quest'anno il progetto prevede un percorso di dieci uscite in barca a vela (altura di circa 14 metri, attrezzata per il trasporto in sicurezza di persone con disabilità motoria) con il coinvolgimento di 80 persone, individuate secondo indicatori clinici che consentano di affrontare il mare aperto, che desiderano mettersi in gioco in una nuova sfida per se stessi e insieme agli altri.

“Anima Libera raccoglie la missione dei Centri NeMO e rende concreta quella continuità di cura sulla quale si fonda il nostro modello – spiega Stefano Regondi, direttore generale Centri Clinici NeMO e NEMO Lab – Non possiamo che ringraziare le istituzioni e gli enti di questo meraviglioso territorio, grazie ai quali il progetto può continuare il suo percorso nel dare risposte sempre nuove ai bisogni complessi di cura di una comunità che da sempre è al nostro fianco. Ed il mare, che è il cuore del NeMO Napoli, non poteva non essere protagonista del nostro operare”.

"Anima libera" è anche per i più piccoli

Novità straordinaria di questa seconda edizione è l’apertura dell’esperienza anche ai bambini con SMA e distrofie muscolari, per i quali il progetto vede il patrocinio dell’Azienda Ospedaliera Santobono - Pausilipon. “Condividere emozioni, sorrisi e gioie con i nostri bimbi e i loro famigliari non ha prezzo – spiega Antonio Varone, direttore dell’UOC Neurologia e Neuroriabilitazione dell’Azienda Ospedaliera Santobono - Pausilipon - Il progetto “Anima libera” ci proietta in un modo nuovo di vivere la malattia, esprimendo lo stesso desiderio di riscrivere la storia di queste patologie che stiamo vivendo in questo momento dal punto di vista scientifico. La barca a vela è per tutti noi la speranza di immaginare nuove prospettive di vita”.

Da oggi, fino al mese di novembre, si potrà vedere dal molo di Napoli la barca di “Anima Libera” spiegare le vele per raccontare di nuove possibilità, come testimonia Ciro Cordella, paziente del Centro NeMO.

(Per informazioni e dettagli sul progetto infonemonapoli@centrocliniconemo.it).

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