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Truffe e adescamento: i rischi della rete per i più piccoli

Per tre giorni, uno smartbus ha fatto tappa in piazza Mercato per spiegare i pericoli della navigazione a 300 ragazzi

Condivisione foto, dati sensibili, cyberbullismo, adescamento online. sono alcuni dei pericoli cui vanno incontro i più giovani navidgando in rete. Dopo 14 tappe da nord a sud in 5 regioni d’Italia, termina oggi a Napoli il lungo tour di “SmartBus”, un progetto di Huawei e Parole O_Stili che ha offerto a 4.500 studenti e studentesse, più di 220 classi e 84 scuole scuole secondarie di primo grado, sessioni gratuite di formazione con l’obiettivo di stimolare un adeguato livello di consapevolezza personale sul tema della sicurezza in Internet e sulle opportunità e i rischi legati all’utilizzo degli strumenti digitali.

In Italia non sembra esserci una grande percezione del cyber risk: secondo un’indagine Ipsos-Changes Unipol del 2022, il 30 per cento degli Italiani non lo percepisce come un pericolo, il 17 per cento non è in grado di valutarlo. Ma se un italiano su due cerca di contrastare il cyber risk fornendo solo i dati indispensabili ed evitando la condivisione di foto, i giovani si dimostrano molto meno attenti e consapevoli nella pratica della pubblicazione di immagini proprie sui social network.

L’aula itinerante ha accolto anche diverse centinaia di altri cittadini con il fine di migliorare le conoscenze sui temi della cybersecurity, della privacy e dell’utilizzo degli strumenti digitali, con test di valutazione del proprio livello di consapevolezza e di percorsi formativi simili a quelli rivolti alle scolaresche, ma rielaborati per utenti adulti. Lo SmartBus è stato in piazza Mercato, a Napoli, da martedì 9 a venerdì 12 maggio.

Il progetto è stato patrocinato dalla Regione Campania, dal Comune di Napoli e dall’associazione di categoria Asstel. Su SmartBus sono stati presenti tutor che hanno avuto il compito di creare un ambiente di apprendimento coinvolgente, interattivo e divertente, utile affinché ragazzi e ragazze potessero relazionarsi attraverso attività in grado di simulare situazioni potenzialmente rischiose come richieste di condivisione di dati o foto.

Le scolaresche hanno anche avuto modo di imparare a navigare online con la stessa cautela che utilizzerebbero nella vita reale e a segnalare immediatamente qualsiasi contatto inappropriato a un insegnante o a un genitore. “Dopo il successo ottenuto da SmartBus in altri paesi d’Europa, siamo stati orgogliosi di inauguare il progetto anche qui in Italia, con un format e dei contenuti ripensati in maniera specifica per i cittadini del nostro Paese. Le minacce legate all’utilizzo della rete sono diventate un problema che deve essere affrontato con una costante opera di sensibilizzazione sui rischi di Internet. 

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