Domenica, 14 Luglio 2024

Mare, l'88 per cento è eccellente. Ma c'è il fantasma degli scarichi

L'Arpac ha avviato il suo piano di monitoraggio delle acque: "Se le analisi non sono conformi avvisiamo il Comune". Ma dopo i temporali, l'impianto fognario napoletano getta in acqua di tutto senza passare per i depuratori

Il mare di Napoli e della Campania è promosso a pieni voti. Parola di Arpac che ha certificato una qualità del mare eccellente per l'80 per cento dei punti analizzati, che supera il 90 se si tiene in considerazione solo i tratti balneabili. Al netto di Bagnoli e San Giovanni a Teduccio che continuano a essere non balneabili, il mare partenopeo, da Mergellina a Posillipo, senza dimenticare tutta l'area flegrea, gode di ottima salute. Purtroppo resiste qualche ombra legata agli scarichi fognari, soprattutto sul territorio del Comune di Napoli.

Nei sei mesi che potremmo definire estivi, l'Apra Campania analizza il mare da un punto di vista micro-biologico. A livello regionale, i punti di prelievo mensile sono 328. Di questi, 128 toccano il litorale napoletano. Il calendario dei prelievi viene stabilito in accordo con Regione Campania e Ministero dell'Ambiente. "I parametri sotto controllo - spiega Claudio Marro, direttore tecnico di Arpac - sono gli enterococchi e l'escheria coli. Non sono dannosi per l'uomo, ma sono indicatori della presenza di altri elementi fecali che possono comportare un pericolo per la salute, come la salmonella. Se durante le nostre analisi individuiamo parametri non conformi lo comunichiamo al Comune e il sindaco emana un'ordinanza di divieto di balneazione. Quello che succede dopo è che l'Ente comunale è tenuto a individuare la causa della contaminazione ed eliminarla, prima di contattarci per nuove analisi". 

Un mare pulito non deve essere necessariamente bello: "La limpidezza può dipendere da tanti fattori, così come la torbidezza. Quindi, non sono questi gli elementi che ci dicono se il mare è pulito o sporco, ma la sua composizione biologica".

Al netto del lavoro dell'Arpa Campania, sul mare napoletano pende ancora la spada di damocle degli scarichi fognari. Il cambiamento climatico causa violenti temporali anche in estate. Quando l'evento meteorologico è forte e i livelli di acqua superano un certo livello scatta il cosiddetto troppo pieno. Si tratta di un sistema di sicurezza che per evitare il collasso delle fogne scarica tutto a mare senza passare per i depuratori. "In Campania - prosegue Marro - non c'è divisione di acque bianche e nere, quindi finisce tutto in mare. Ciò non vuol dire, per forza, che i valori superino quelli di guardia, però è una cosa che può capitare". 

Nonostante questo, però, è molto raro che dopo un troppo pieno scatti un divieto di balneazione. Il perché è puramente tecnico. Le date dei prelievi dell'Arpac sono stabiliti mesi prima. Se il caso vuole che il prelievo sia programmato poche ore dopo un temporale allora si potrebbero intercettare i dati dell'inquinamento; ma se la data è lontana giorni o settimane, ecco che l'eventuale contaminazione non sarà rilevata. In questo caso, la responsabilità non è di Arpac, ma dei Comuni: "Possono esserci delle evidenze, anche visive, che il sindaco deve valutare per decidere se disporre un divieto di balneazione preventivo, così da avere il tempo di effettuare delle analisi ad hoc". 

La tecnologia aiuta gli utenti a essere costantemente informati sulla qualità delle acque: "Abbiamo creato un app - conclude Marro - che si chiama Arpac Balneazione. Con due clic, un cittadino può conoscere la qualità del tratto di costa che gli interessa, con i dati storici dei prelievi, e sapere se può fare il bagno in quel mare". 

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