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Antonio Scurati parla da Napoli dopo la "censura" in Rai: "Adesso ho paura"

Lo scrittore è stato ospite de La repubblica delle idee a Palazzo Reale. Il suo monologo sul 25 aprile è stato cancellato 24 ore prima della diretta della trasmissione "Che sarà" di Rai 3

Antonio Scurati tornerà a parlare da Napoli, ospite de La Repubblica delle idee, dopo l'episodio di presunta censura in Rai che lo ha visto protagonista. Lo scrittore, nato nel capoluogo partenopeo 54 anni fa, si è visto cancellare il suo monologo sul 25 aprile, giorno simbolo della liberazione dell'Italia dal giogo fascista, a un giorno dalla diretta di ieri, sabato 20 aprile, della trasmissione 'Che sarà' di Rai 3, condotta da Serena Bortone. La presenza di Scurati è prevista per oggi, 21 aprile, alle ore 17 a Palazzo Reale. 

A denunciare l'accaduto era stata la stessa Bortone su Instagram, in un post in cui sosteneva di aver appreso del 'taglio' solo per caso e senza alcuna motivazione fornita dai dirigenti dell'azienda pubblica. La conduttrice, poi, aveva deciso di cominciare la trasmissione leggendo in prima persone le parole che Scurati aveva preparato. Un monologo, quello di Scurati, che aveva come protagonista Giacomo Matteotti, politico e antifascista italiano rapito e poi ucciso il 10 giugno 2024 per le sue posizioni contro la dittatura instaurata da Benito Mussolini. Lo stesso duce, il 3 gennaio 2025, si assunse la responsabilità politica di quell'omicidio. 

Negli ultimi anni, lo scrittore napoletano è stato protagonista con una trilogia incentrata sul fascismo e sulla figura di Benito Mussolini. Con 'M., il figlio del secolo' ha vinto anche il premio strega nel 2019.  Nella giornata di ieri, anche Scurati Stesso ha reso pubblico il suo intervento attraverso i canali social. Ne riportiamo un estratto: "Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita”.

Feroci le critiche da parte di Partito democratico e Movimento 5 Stelle, che hanno parlato apertamente di censura e lottizzazione della tv pubblica. Non si è fatta attendere la risposta di Giorgia Meloni, sempre attraverso social, secondo cui dietro la cancellazione del monologo di Scurati non ci sarebbe stato nessun motivo ideologico, bensì economico: "In un'Italia piena di problemi, anche oggi la sinistra sta montando un caso. Stavolta è per una presunta censura a un monologo di Scurati per celebrare il 25 Aprile. 
La sinistra grida al regime, la Rai risponde di essersi semplicemente rifiutata di pagare 1800 euro (lo stipendio mensile di molti dipendenti) per un minuto di monologo". 

Aggiornamento

Giunto a Napoli per prendere parte alla Repubblica delle idee, Antonio Scurati ha letto il suo monologo e ha pronunciato alcune parole: "Quando un leader politico di tale carisma, come sicuramente è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha un seguito molto vasto, nel cui seguito da qualche parte là sotto, vista anche la storia politica da cui proviene, c'è sicuramente qualche individuo non estraneo alla violenza, probabilmente non molto equilibrato, quando il capo punta il dito contro il nemico e i giornali, o meglio i 'giornasquadristi' fiancheggiatori del governo ti mettono sulle prime pagine, con il titolo sotto 'l'Uomo di m.', ti disegnano un bersaglio intorno alla faccia. Poi magari qualcuno che mira a quel bersaglio c'è. Succede, è già successo".

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