Domenica, 14 Luglio 2024
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Campi Flegrei, il ministro Musumeci conferma: si va verso innalzamento ad allerta arancione

Le parole del ministro in Commissione Ambiente alla Camera. Cosa vorrebbe dire il passaggio al livello di "preallarme"

Il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, ha parlato dei Campi Flegrei alla Camera, nel corso di una riunione sul tema della Commissione Ambiente. Musumeci ha ribadito un concetto da lui esposto già diversi giorni fa e che aveva fatto discutere: esiste la possibilità si passi ad un livello di allerta superiore, ovvero da allerta di colore giallo ad allerta di colore arancione.

"La Commissione Grandi rischi che si è riunita il 27 ed il 28 ottobre ha ritenuto che il quadro complessivo faccia comunque emergere la reale possibilità che i processi in atto possano evolvere ulteriormente – sono state le parole dell'esponente del governo Meloni alla Camera dei Deputati – La commissione pertanto ha ritenuto opportuno che si intensifichino sia le attività di monitoraggio che quelle di prevenzione, che si intensifichino le esercitazioni e che si preparino alla eventuale necessità di passare rapidamente verso un livello di allerta superiore".

L'attuale livello di allerta ed il passaggio alla fase di “preallarme”

L’attuale livello di allerta giallo è in vigore dal 2012. Prevede che la Commissione Grandi Rischi si riunisca con cadenza semestrale per valutare lo stato di attività e il livello di allerta stesso. Livello di allerta giallo vuol dire un livello di allerta di “attenzione”, e precede quello arancione di “preallarme” e quello rosso di “allarme” vero e proprio.

L’eventuale passaggio alla fase di “preallarme” implicherebbe l'evacuazione spontanea della zona rossa (circa 500mila abitanti divisi in 7 comuni tra cui Napoli), cioè a scelta dei residenti. Differente è la situazione di carceri (due) e ospedali (quattro) che rientrano nell'area, ai quali si aggiungono cinque strutture residenziali e sei case di cura private accreditate. La stima è di 3500 persone tra pazienti, reclusi e lavoratori, che andrebbero spostati in altre strutture.

Altri problemi che sorgerebbero riguardano l'impossibilità di ospitare fiere, eventi sportivi e concerti laddove - ricordiamo - il quartiere di Fuorigrotta (dove si trovano Mostra d'Oltremare, stadio Maradona...) ricade proprio nella zona rossa.

Manfredi: "Può essere gestito tutto con serenità"

"Abbiamo oggi una riunione molto importante a Roma sui temi del bradisismo. E' un tema che sta a cuore anche a molti operatori commerciali del territorio per fare in modo che ci sia un governo del territorio ordinato e tranquillo di questa emergenza, che può essere gestita con grande serenità", il commento del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi a margine del suo intervento all'assemblea di Confcommercio.

"Ci auguravamo di restare in allerta gialla"

“Restare in allerta gialla è ciò che tutti ci auguravamo e le audizioni in Commissione Ambiente di poco fa sembrano averlo confermato, anche se con qualche ambiguità che speriamo sia presto chiarita. È evidente però che lo scenario sia leggermente cambiato a valle delle valutazioni della Commissione Grandi Rischi e delle dichiarazioni del Ministro Musumeci di alcuni giorni fa. Il Decreto Campi Flegrei, che si occupa quasi esclusivamente degli effetti sismici del bradisismo, così com’è non è più sufficiente. O lo si integra oppure si propone subito un nuovo e più corposo intervento concentrato sul potenziamento della prevenzione e mitigazione del rischio vulcanico, con particolare riferimento agli aggiornamenti dei piani di emergenza e il completamento delle vie di fuga, che a detta di tutti rappresentano una forte criticità. Lo si può e lo si deve fare adesso al di là del colore del livello d’allerta. Solo così si può convivere con il fenomeno nella massima sicurezza". Lo dichiara in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso.

"Le parole degli esperti della Commissione Grandi Rischi - aggiunge - confermano ancora una volta l'impossibilità da parte della comunità scientifica di dare certezze su fenomeni che ancora oggi non sono pienamente conosciuti. È chiaro allora che spetta alla politica prendere atto della situazione e mettere in campo azioni nette e consequenziali, ma ben ponderate. In gioco c’è la sicurezza dei cittadini e la vita sociale ed economica di un territorio con più di 500.000 abitanti. Abbiamo anche chiesto al Ministro - conclude - la piena condivisione delle informazioni, iniziando col rendere pubblici i documenti prodotti dalla Commissione Grandi Rischi che, ad oggi, non sono noti nemmeno ai noi Parlamentari che stiamo lavorando al Decreto, e l’adozione di una comunicazione attenta, più chiara e univoca possibile, al fine di evitare inutile e dannoso caos”.

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