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Se ne va Alan Wurzburger

Cresciuto nel centro storico, da sempre dalla parte degli ultimi, lo scorso ottobre Luca Lanzano aveva presentato il progetto di un film documentario sulla sua vita

Alan - all'anagrafe Giovanni -  Wurzburger era cresciuto come Pino Daniele nel sound del 'Neapolitan Power' degli anni '70. La chitarra aveva iniziato a suonarla da bambino, e da allora non l'aveva mai più lasciata: "è il mio lasciapassare", diceva. Figlio del Centro Storico, visceralmente legato al cuore di Napoli, la sua morte lascia Napoli sgomenta. Gianfranco Wurzburger, cugino dell'artista, scrive su Facebook "Purtroppo questa volta a lasciarci senza parole non è stata la tua musica. Continueremo ad ascoltarti! Riposa in pace!".  "Addio Alan, non c'e' stata una causa sociale degli ultimi e dei subalterni a cui non ha reso disponibile la tua musica e il tuo talento. Liberamente, senza interessi e senza calcoli, come il compagno che eri. Ti sia lieve la terra", scrive sempre su Facebook Alfonso De Vito. "Gli devo un pezzo della mia vita. Giornata triste. Siamo tutti investiti di una doppia responsabilità Quando l'acqua è limpida, la luna vi si riflette. Quando soffia il vento, gli alberi si agitano. La nostra mente è come l'acqua: una fede debole è come l'acqua torbida, una fede risoluta è come l'acqua limpida. Gli alberi sono come i princìpi e il vento che li agita è come la recitazione del sutra. Questo devi comprendere", scrive Stefano Alletto. 

Lo scorso ottobre la presentazione de "Il racconto di un ignorante", progetto di documentario di Luca Lanzano presentato in apertura del premio Fausto Rossano all'Istituto Grenoble, dedicato alla vita dell'artista 

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