Domenica, 21 Luglio 2024
Animali

Fido e Fuffy nelle separazioni

L'avvocato Sabrina Sifo risponde

Quando una convivenza tra due persone finisce, non ci sono da regolamentare solo i rapporti patrimoniali ed i rapporti con i figli ma anche la gestione di eventuali animali domestici entrati a far parte della vita familiare a tutti gli effetti. Mentre nei Paesi europei troviamo varie disposizioni che regolamentano il destino di Fido e di Fuffy nella fine della relazione, in Italia, nonostante il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 13 dicembre del 2007 che considera gli animali come esseri senzienti, ovvero non cose di proprietà, ma esseri in grado di avere la capacità di sensazione, la normativa in tal senso è completamente assente, nonostante i diversi disegni di legge presentati. Da qui, l'orientamento dei Tribunali che, in caso di accordo tra i conviventi per l’assegnazione e il mantenimento dell’animale domestico, sono pronti alla sua omologazione, in quanto non ritenuto contrario alle norme imperativa. La situazione, invece, cambia sostanzialmente in caso di disaccordo tra i conviventi, tant'è che circa la domanda di uno dei coniugi di provvedere in ordine a detta regolamentazione, la stessa veniva dichiarata inammissibile proprio per la lacuna normativa. Il primo Tribunale che in Italia ha provveduto in assenza di accordo tra i coniugi, è stato quello di Sciacca, il quale, con decreto del 19 febbraio 2019, ha statuito “in mancanza di accordo tra i coniugi, il giudice può disporre l’assegnazione dell’animale domestico in via esclusiva alla parte che assicuri il miglior sviluppo possibile dell’identità del cane o del gatto, oppure in via alternata a entrambi i coniugi, a prescindere dall’eventuale intestazione risultante dal microchip, nonché regolamentare gli aspetti economici (spese veterinarie e straordinarie) legati alla sua cura e al suo mantenimento”.

Al di là di questa decisione, la regolamentazione o meno della gestione degli animali domestici in mancanza di accordo, è rimessa alla discrezionalità dei Tribunali. E ciò, oltre che con l'auspicio di una veloce fuoriuscita dell’Italia da questa arretratezza culturale, con la speranza dell'arrivo di una tempestiva normativa specifica in grado di tutelare anche Fido e Fuffy e tutti quegli amici a quattro zampe sempre disposti con il loro affetto a contrastare la solitudine e a regalare infiniti benefici psicofisici.

(avv Sabrina Sifo)

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