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Sversamenti illeciti di rifiuti, periferia sotto assedio: il grido di allarme dei cittadini

La denuncia del comitato "Ripuliamo il Quartiere"

 

La cattiva gestione dei rifiuti fa il paio con i continui sversamenti illeciti che tengono sotto assedio, soprattutto, la periferia di Napoli. Ne è un esempio quella che può essere considerata una e vera propria discarica abusiva a cielo aperto in via San Pietro nel quartiere di San Pietro a Patierno, a confine con il Comune di Casoria. L'area ex Ipposromo (poi destinata a zona containers per il post terremoto e per la quale passa una fetta importante della condotta idrica cittadina) continua ad essere oggetto di abbandono di rifiuti: gabinetti ed altri sanitari; pellami e tessuti vari (in alcuni casi contenuti in grossi sacchi neri); materiale isolante per frigoriferi; pezzi di auto in plastica; pneumatici; porte; cartelloni farmaceutici; bottiglie di detersivo vuote; contenutori per l'acqua e bidoni di vernice.

In sostanza ce n'è per tutti i "gusti", con la situazione che peggiora di giorno in giorno. Stanchi i residenti della zona che ci hanno raccontato di numerose segnalazioni, ma anche di veri e propri litigi con persone beccate a sversare i suddetti rifiuti. "Questa area va bonificata e poi servono telecamere di videosorveglianza", denuncia Melania Ciccona del Comitato "Ripuliamo il Quartiere". "I residenti - continua - hanno inviato diversi messaggi e ricevuto anche delle risposte, ma quello che manca sono gli interventi. Gli sversamenti inquinanti e pericolosi, intanto, continuano. Noi abbiamo l'obiettivo di creare menti, di far capire alla gente che tutto parte dalla mancanza di amor proprio e della mancanza di amore per il proprio territorio".

Una situazione insostenibile per la quale è stato predisposto il "pronto intervento" di ASIA che dovrebbe avvenire nella mattinata di domani, così come annunciato dal consigliere municipale Giuseppe Pistone. Un passo in avanti sicuramente. Ma può bastare sempre e solo il "pronto intervento"? Forse no, anche perché di interventi simili ne sono stati già effettuati in passato, con il risultato che poco dopo gli sversamenti sono ricominciati. Allora, a nostro avviso, le istituzioni cittadine (comprese quelle di Casoria) devono raccogliere il grido del Comitato che chiede soprattutto un "rilancio" culturale, per formare cittadini più responsabili.

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