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Il genio di Carlino raccontato in un libro: “Orgoglioso di essere napoletano”

Il testo ripercorre le tappe della vita privata e professionale del Presidente

 

Un interessante dibattito su Napoli e la napoletanità si è tenuto ieri al Caffè Gambrinus, in occasione della presentazione del libro “Raffaele Carlino. Il Presidente” scritto dai giornalisti Enzo Agliardi e Serena De Simone sulla vita imprenditoriale, professionale e personale di Raffaele Carlino, presidente di Carpisa e della squadra di calcio Napoli femminile Carpisa Yamamay. “Un’altra idea di Napoli” questo il nome dato all’incontro, coordinato dal giornalista Lorenzo Crea.

“Abbiamo iniziato per scherzo a fare un racconto della mia vita, perché iniziavo a dimenticare qualcosa”, dice con il sorriso Carlino a NapoliToday. “Questo libro – continua - vuole essere una testimonianza per quella che è la mia napoletanità. Sono orgoglioso di essere napoletano e di avere avuto successo in questa città. La Napoli che piace a me è la Napoli che vince. Abbiamo una città ricca di artisti e artigiani. Come me, che ho iniziato a piazza Mercato con sette dipendenti ed oggi abbiamo un brand presente in tutto il mondo con circa 1500 dipendenti. Da soli non si può fare nulla, Napoli è un serbatoio di risorse umane pazzesco, è una città solare”.

Soddisfatto, per la buona riuscita dell’evento, Lorenzo Crea che tesse le lodi del patron del Napoli femminile: “Carlino ha fatto grande Napoli perché con Carpisa e Yamamay sfoggia due marchi internazionali, marchi che danno lavoro a tante persone, marchi che ci rendono orgogliosi”. “Quella di Lello – spiega ancora il giornalista - è una bella storia napoletana e noi volevamo raccontare un’altra idea di Napoli. Storie come quella di Lello appassionano. Lello è uno che si è fatto da solo, è uno splendido sessantenne che ci insegna come i sogni possano essere realizzati anche in questa terra. Il nostro compito è costruire un’altra idea di Napoli affinché i sogni di tutti si possano realizzare, senza dover scappare via, senza dover emigrare come purtroppo ancora fanno troppi giovani”.

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