Serie A, il Genoa arriva al San Paolo in cerca di punti

Focus sulla squadra allenata da Thiago Motta: dopo l'esonero di Andreazzoli i rossoblu hanno assunto un'identità di gioco, forse anche eccessivamente spregiudicata

(Ansa)

I risultati avrebbero potuto regalare maggiori soddisfazioni ma il cambio di guida tecnica ha segnato senza dubbio una svolta positiva nel percorso del Genoa che ha ritrovato un'identità di gioco che sembrava smarrita dopo il pesante ko di Parma. L'arrivo sulla panchina rossoblu di Thiago Motta, subentrato all'esonerato Andreazzoli dopo la debacle del Tardini, ha restituito autostima al gruppo che in ciascuna delle tre occasioni in cui è sceso in campo ha sempre mostrato di muoversi secondo un'idea di calcio ben precisa senza mai rifugiarsi in un atteggiamento rinunciatario.

Emblematica a tal proposito la prova dell'Allianz Stadium nella quale i liguri hanno creato diversi problemi ai primi della classe anche dopo l'inferiorità numerica grazie ad un insistito possesso palla e ad un'ottima disposizione in campo, accompagnata dalla personalità di chi non ha arretrato di un centimetro al cospetto di una rivale più forte e ha finito per essere condannata solo in pieno recupero dalla colossale ingenuità di Sanabria da cui è scaturito il rigore trasformato da Ronaldo.

Rovescio negativo della stessa medaglia il ko interno di domenica al Ferraris contro l'Udinese che certamente riveste un peso specifico maggiore dal punto di vista della classifica. Nel momento di maggior equilibrio della contesa il tecnico ha deciso di provare ad aggiudicarsi l'intera posta in palio ma per riuscire nel suo intento ha sbilanciato più del dovuto la squadra che è stata punita in due circostanze dalle micidiali ripartenze friulane.

 Ampiamente deficitario fin qui il bilancio esterno della società presieduta da Enrico Preziosi che nei cinque incontri disputati lontano da Marassi ha raccolto un solo punto ed incassato diciassette reti, alla media di più di tre a partita, denunciando enormi limiti difensivi tanto da risultare la retroguardia più battuta del torneo. Ragionevole attendersi che il Grifone provi ad approfittare del particolare momento ambientale vissuto dai rivali per incamerare un risultato di prestigio che tornerebbe quanto mai utile sia dal punto di vista del morale che della classifica.

Nel 4-2-3-1 disegnato dall'ex centrocampista dell'Inter il danese Schone, metronomo dell'Ajax delle meraviglie nella scorsa edizione della Champions, è il play che orchestra la costruzione della manovra grazie alle eccellenti qualità tecniche e alla straordinaria visione di gioco. La coppia centrale Romero-Zapata si esalta nel duello fisico e può sfruttare la propria stazza anche nell'area avversaria per rendersi pericolosa sulle palle inattive in area avversaria ma potrebbe soffrire se attaccata nello spazio da attaccanti veloci. Sulla linea dei trequartisti si muovono Gumus, Agudelo e Pandev con licenza di creare la superiorità numerica tra le linee, dettare il passaggio vincente e appoggiare l'azione di Pinamonti, favorito per il ruolo di punta centrale.

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