Mertens: "Per il futuro non chiedo altro che restare a Napoli. E' casa mia"

L'attaccante azzurro ha rilasciato una lunga intervista in Belgio

Mertens (foto Ansa)

"Il mio futuro? Io chiedo solo di rimanere a Napoli, ma per ora non posso dire nulla. Sono belga ... ma quasi italiano. Mi sono abituato alla vita italiana: sono sempre fuori, il sole, i caffè, la pasta. Quando sono venuto a Genk con la mia squadra, pioveva ed era il giorno più freddo: i miei compagni di squadra hanno riso di me. Mi hanno preso per un idiota quando ho detto loro che era bello vivere in Belgio! Se dovessi andare via, mi mancherà tutto questo. E non mi vedo firmare per un altro club italiano: sarebbe strano, a Napoli mi sento a casa". Così Dries Mertens ha parlato del suo futuro nel corso di una lunga intervista rilasciata alla trasmissione "Sur le Gril" di Rtbf

"Non mi vedo in Cina o in Qatar: come ho detto, spero di giocare il più a lungo possibile in un campionato di vertice. Un ritorno in Belgio alla fine della carriera? No, non credo proprio. Sono molto orgoglioso del mio percorso in Italia, che rimane un campionato molto tattico, anche se è diventato più offensivo con gli anni. Mi è stato spesso detto che ero piuttosto adatto per il calcio spagnolo, tecnico, vivace, ma non ho mai ricevuto un'offerta dalla Spagna. Non mi sono mai pentito di aver firmato per il Napoli: sono stato felice sin dal primo giorno!", ha aggiunto l'attaccante azzurro.

"Non mi sono mai sentito così bene, ho 32 anni ma mi sento meglio nel mio corpo di alcuni giovani di 25-26 anni negli spogliatoi. Sto vivendo il miglior momento della mia carriera. Segno con facilità e gioco bene con maggior continuità. Superare Maradona per numero di gol nel Napoli? Certo che ci penso ... dato che tutti me ne parlano! Sono abbastanza orgoglioso di avvicinarmi così tanto a una leggenda del genere. Ho incontrato Maradona due volte, ne abbiamo parlato un po'. Il gol è diventato un lavoro, ma ho ancora lo stesso piacere e la stessa sensazione. Quando segno, penso ai bei momenti, come quando sono con gli amici al ristorante e dedico loro una celebrazione speciale. Il calcio è sempre un gioco per me: il mio motore è il divertimento, altrimenti diventa pesante. Quando vado in campo dimentico tutte le mie preoccupazioni ed è molto bello così. La cosa più difficile è quando i risultati sono cattivi e il pubblico vuole di più: facciamo il massimo, ma la gente a volte non ci crede. Le critiche, conunque, non mi riguardano più. Quando sei giovane possono destabilizzarti, ma alla mia età non ho nulla da dimostrare", ha concluso Mertens.

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