Lazio-Napoli, Inzaghi cerca la decima vittoria di fila per continuare a sognare

Straordinario il cammino fin qui compiuto dai biancocelesti

Quando riesci ad inanellare la nona vittoria di fila in campionato (guagliata la striscia stabilita da Eriksson nel 1998-99) nel giorno in cui anche se non giochi la tua migliore prestazione contro una rivale che, pure in inferiorità numerica per cinquanta minuti, si difende con ordine e ti crea più di un grattacapo significa non solo che la sorte ti è favorevole ma soprattutto che hai finalmente acquisito la mentalità della grande squadra.

Ed è probabilmente quello appena indicato il definitivo salto di qualità che la Lazio, terza in campionato con trentanove punti ma con una partita da recuperare, sta cercando di completare per inserirsi a pieno titolo nel duello per lo scudetto tra Juventus, battuta per due volte nello scorso mese di dicembre, ed Inter. Oltre ogni più rosea aspettativa il cammino fin qui compiuto dai biancocelesti che, rispetto al recente passato, sembrano aver trovato l'equilibrio ideale per quanto concerne la continuità delle prestazioni eliminando quei cali di tensione che spesso ne frenavano la corsa. Dopo qualche tentennamento ad inizio annata, situazione legittima in fase di assemblaggio della squadra, Inzaghi ha saputo trovare i necessari equilibri tattici che gli consentono di riuscire a coniugare nel migliore dei modi la straordinaria qualità del suo poker d'assi nello sviluppo della fase offensiva con l'eccellente organizzazione in quella di non possesso.

Se per un verso la prematura eliminazione in un girone di Europa League non impossibile potrebbe essere valutata come l'unico piccolo neo di una straordinaria prima parte di annata dall'altro, probabilmente, consente ai capitolini di non disperdere preziose energie tanto fisiche che mentali e di concentrarle nell'inseguimento a quel posto Champions più volte dichiarato come obiettivo primario del club anche se i risultati e la crescita del gruppo lasciano spazio, almeno per ora, al sogno più ambito. A legittimare il percorso di un qui svolto e a mettere in evidenza tanto l'ottima condizione atletica che il carattere di chi non molla fino all'ultimo secondo un dato: la formazione romana è quella, tra le venti di serie A, che ha segnato il maggior numero di gol nell'ultimo quarto d'ora, ben dodici, e nel recupero, sei.

La squadra non aveva mai conquistato trentanove punti in diciassette partite da quando il successo ne vale tre e segnato almeno due gol in dodici occasioni consecutive. Ad alimentare ulteriormente le ambizioni di Milinkovic Savic e compagni la possibilità di giocare le prossime cinque gare, derby compreso, davanti al pubblico amico. Brilla luminosa la stella di Ciro Immobile, terminale offensivo da sempre in grado di garantire un costante contributo in termini realizzativi ma che quest' anno sta superando sé stesso. Il titolare della casacca numero diciassette viaggia infatti alla stratosferica media di più di un gol a partita e se dovesse continuare su questi ritmi potrebbe tranquillamente superare il record stabilito dalle trentasei reti siglate da Higuain nel suo ultimo anno a Napoli. Il rientro di Luis Alberto, assente al Rigamonti per squalifica, restituisce al suo allenatore l’elemento che ha dispensato più assist nel torneo, ben undici e la possibilità di riportare Correa nel ruolo naturale di partner del suo cannoniere principe.

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