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L'Italia è una Repubblica parlamentare. Basta polemiche inutili e scontri noiosi

Chi mi conosce bene, personalmente e professionalmente parlando, sa benissimo che amo discutere di politica. Cerco sempre di analizzare ogni punto, passaggio e sfumatura, evitando #polemiche inutili e scontri di vario genere, che - ve la dico tutta - mi annoiano oltre modo. In questo storico momento per il nostro Paese, a pochi minuti dall'incarico che il Presidente Mattarella ha conferito al Prof. Conte, per formare il nuovo #governo, mi preme illustrare una riflessione pacata. Leggo sui social e sui #quotidiani, che i leader sovranisti e i loro sostenitori, alzano gli scudi, contro la nascita di questo esecutivo. I soliti toni sguaiati, nessuno di loro, riesce a produrre una riflessione moderata. Si preferisce percorrere la strada degli insulti, delle offese, gli #attacchi contro chi la vede diversamente da loro. Mi hanno sempre insegnato che il #confronto è il sale della democrazia. Vale per me, dovrebbe valere per loro. No, per loro non vale. L'importante è minacciare le "marce su Roma", per tentare di impaurire la popolazione. A loro dico, che quelle pagine buie, il nostro Paese, le ha già vissute e nessuno, vi assicuro, ha intenzione di tornare ad un passato bocciato dalla storia. Ma torniamo alla riflessione, partendo da un punto fondamentale: l'ordinamento politico della Repubblica Italiana. Spero di farla semplice ed elementare, per evitare di non essere compreso da chi non può o da chi non vuole. Il nostro sistema politico è improntato su una democrazia rappresentativa nella forma di Repubblica parlamentare. Il sistema politico italiano è organizzato secondo il principio di separazione dei poteri: il potere #legislativo è attribuito al Parlamento, al #governo spetta il potere esecutivo, mentre la magistratura, indipendente dall'esecutivo e dal potere legislativo, esercita invece il potere #giudiziario; il presidente della Repubblica è la massima carica dello stato e ne rappresenta l'#unità, oltre ad essere garante della Carta Costituzionale. Ora fatto questo breve preambolo, arriviamo al dunque. Tra i “lamenti” degli italiani sui #social è molto frequente quello relativo a #governi non eletti dal popolo. Giusto ricordare e chiarire, che l’Italia è una Repubblica Parlamentare, per cui il popolo non solo non elegge il governo, ma non elegge neanche il Presidente del Consiglio e nemmeno il Presidente della Repubblica. Nelle elezioni politiche, il popolo, votando per un #partito politico, decide la composizione della #Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Sulla base di questo concetto elementare, non si comprende, perchè si alzino gli scudi, contro chi sta tentando di formare un nuovo governo. L'immagine di oggi è la stessa di 15 mesi fa. Giusto e doveroso ricordare cosa accadde 18 mesi fa, alle elezioni politiche. Nessun partito o coalizione, vince le elezioni. Il M5S risultò il primo partito col 32% e il centrodestra la prima coalizione col 37%. Percentuali, che non permisero ad entrambi, di formare una maggioranza, tale da sostenere un proprio governo. E allora, dopo 89 giorni di trattativa parlamentare, il primo partito in termini assoluti e il primo partito del centrodestra, la Lega col 17%, decisero di allearsi e formare un nuovo governo, con la sottoscrizione di un "contratto". Le due forze "anti sistema" provavano una strada comune. Il Capo dello Stato conferì l'incarico al Prof Conte, che dal canto suo indicò i ministri, che poi giurarono al #Quirinale. L'intero esecutivo ebbe la #fiducia dal Parlamento. Questi sono i passaggi che un normale governo, deve percorrere, per poter partire. Medesima strada si sta tentando adesso, ma con una maggioranza diversa dalla precedente. Con la Lega fuori, visto che Salvini ha aperto la crisi governo, i 5 stelle e il PD, partito risultato secondo in termini assoluti alle scorse elezioni politiche dopo due giri di #consultazioni, hanno comunicato al Presidente della Repubblica, di aver individuato una maggioranza, per poter dar vita al governo Conte II (e non bis, come erroneamente asserisce qualcuno). Ora visto che è arrivato il conferimento dell'incarico all'uscente premier, l'iter sarà quello descritto in precedenza. Ora, in conclusione, dico che ognuno è libero di vederla come vuole, ma nel vederla, analizzarla e raccontarla, sarebbe giusto per tutti, presentare l'oggi, in maniera obiettiva e sopratutto, conoscendo - ripeto - l'abc della cultura parlamentare. Continuare con la #propaganda, senza far intendere cosa sia realmente accaduto, ma sopratutto il perchè è da irresponsabili. Non entro nel merito, delle strategie di chi contesta la nascita di questo prossimo governo, ma nascondere i propri errori politici, cercando di far passare l'avversario politico, come un esperto di "ribaltoni",dimostra che il nostro Paese, ha ancora tanti passi da percorrere, verso una vera e grande democrazia. Un saluto a tutti, buon lavoro e viva l'Italia!

(Stefano Albamonte)

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