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De Majo assessore, i centri sociali arrivano in Giunta. Nessuna meraviglia: de Magistris promuove i suoi maggiori alleati

Leggo sui social e sui quotidiani, che il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, con la promozione di Eleonora de Majo ad assessore alla cultura e al turismo, avrebbe di fatto rotto con il mondo moderato e riformista della città, per spostare il baricentro della propria azione politica verso l'estrema sinistra, visto che la neo componente della sua Giunta è una delle leader di Insurgencia, un centro sociale di Napoli. Perdonatemi, ma mi torna in mente la famosa citazione "Houston, we have a problem" ("Houston, abbiamo un problema"). Un'affermazione che potrebbe essere tradotta in una domanda. La risposta una sola. Nessuno. Nessun problema. L'amministrazione de Magistris ha istituzionalizzato - sin dalle prime battute - i centri sociali. Lo sanno tutti. Mi fa strano pensare che, nessuno se ne era accorto. Forse a qualcuno, che ha sempre strizzato l'occhio al primo cittadino del capoluogo campano, faceva comodo pensare che la sinistra rappresentata a Palazzo San Giacomo era quella democratica e riformista e non quella estremista. Forse faceva comodo, anche in mancanza di un serio progetto alternativo, affidarsi ad un leader (de Magistris lo è), dimenticando che lo stesso era stato eletto Sindaco e riconfermato, cinque anni dopo, anche grazie al consenso proveniente dal mondo antagonista napoletano, centri sociali e collettivi studenteschi. Dunque cari amici e colleghi, ma di che vi lamentate? Io non sono per nulla stupito. Il legame tra il sindaco e i centri sociali è cosa nota in città. E non da oggi. Da sempre. Ricordo le parole del politologo dell’Università Federico II Mauro Calise: “Napoli è una città dove l’opposizione è scomparsa: il Pd non conta più nulla, la destra non è maggioranza da quasi trent’anni, il M5S è stato completamente assorbito da De Magistris. Ecco perché la sua base elettorale, che non è numerosissima, gli consente in ogni caso di vincere le elezioni”. Una base elettorale che vuole nei centri sociali, gli attori protagonisti. Oggi come nel 2011. Dunque nessuna meraviglia. Solo costatazione della coerenza del primo cittadino, che vedeva e vede nei centri sociali, i suoi maggiori alleati. “Io sto con i centri sociali”, lo disse proprio de Magistris, due anni fa, quando gli stessi, tentarono di impedire l’accesso al quotidiano Il Mattino al leader della Lega, Matteo Salvini. Dunque sono passati anni e anni, ma la visione non è mai cambiata. Anzi si è fortificata. Si è preferito rimuovere un riformista come Nino Daniele, per cui gli intellettuali e la società civile, hanno firmato appelli per la sua conferma, e promuovere elementi di spicco dei centri sociali, come la De Majo. Niente di nuovo all'orizzonte. Niente di cui meravigliarsi. Tutto va avanti, come era stato scritto. E così sarà fino al termine del mandato per merito di de Magistris e per demerito di chi non riesce ad esprimere nulla, tranne gli sfottò per l'allerta meteo e le scuole chiuse.

(di Stefano Albamonte)

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