Le Meridionali: "Il Sud lo salviamo noi"

Un pool di donne affermate, colte, eleganti e, soprattutto, attive nel sociale assieme per rilanciare la "questione-Sud"

In prima fila c'è Stefania Brancaccio imprenditrice e cavaliere del lavoro, Laura Valente presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Donnaregina, Renata Picone direttore della Scuola di restauro della Federico II, Maria Triassi direttore del Dipartimento di sanità pubblica della Federico II, Simona Creazzola farmacista ospedaliera e presidente della SIFO, Immacolata Troianiello consigliere dell'Ordine degli avvocati, Benedetta de Simone Rossi stilista e imprenditrice, Momina Condorelli presidente del programma Erasmus.

Con loro sono davvero tantissime le donne, a vario titolo impegnate nell mondo del lavoro e nel sociale, che si sono riunite nella chiesa di San Potito, rispondendo all'appello lanciato da Gabriella Fabbrocini, direttore della Scuola di specializzazione in dermatologia della Federico II, per una sorta di Stati generali interamente al femminile del Mezzogiorno. 

Tutto è partito dall'allarme lanciato dalla Svimez, la principale società di indagini statistiche sul Meridione: tra riduzione delle nascite e migrazione dei "cervelli", assolutamente non compensate dai bassi tassi di immigrazione dal resto del mondo, le nostre terre si stanno svuotando. Significa che in poche decine di anni nel Sud non ci sarà più chi lavorerà, chi produrrà, chi spenderà, anche se il territorio meridionale ha tanto da offrire, in termini di risorse e opportunità. L'unica chance di ripresa del Sud, per la Svimez, è rilanciare l'occupazione femminile. A Sud, infatti, ancora oggi, le donne che lavorano sono poche, troppo poche rispetto al Nord Italia e al resto d'Europa.

Dal canto loro, le donne del Sud la loro parte la fanno da sempre, anche se da mille difficoltà, e per capacità, competenze, professionalità e volontà sono più che pronte. Per poter fare di più, però, serve organizzazione e alcuni "aggiustamenti" di base: come la defiscalizzazione per le imprese meridionali del lavoro "rosa", la deducibilità dei costi che una donna che lavora deve sostenere (baby sitter, asili nido, baby parking), il potenziamento dello smart working per mansioni e funzioni che possono essere svolte dal pc. Queste le proposte lanciate ieri.

Molti anche gli uomini in sala, tra cui sicuramente spiccava un attentissimo Vito Grassi, presidente dell'Unione industriali di Napoli. L'evento, cui hanno rpeso parte anche il rettore del campus biomedico di Roma Raffaele Calabrò, il direttore della Svimez Luca Bianchi e l'economista Gaetano Vecchione, è stato moderato dalla giornalista Lucia Annunziata, donna del Sud, nata a Sarno.   

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