Dal posto fisso alla professione di mago, l’artista Luca Lombardo si racconta

“Tutti abbiamo bisogno di credere nella magia. La magia è la capacità di portare gli altri nel proprio sogno. Ognuno di noi può crearne uno suo in cui trasportare le persone”. L’intervista di NapoliToday

Luca Lombardo

Definito “The Crazy Performer”, il 36enne napoletano Luca Lombardo è un mago, trasformista, clown e attore teatrale, divenuto in poco tempo un artista di fama internazionale. Famoso è il suo spettacolo “Poubelle. La magia oltre ogni immaginazione”, scritto insieme al regista Augusto Fornari, andato in scena a maggio al Teatro Cilea e in diversi paesi del mondo. Lombardo, infatti, vanta un bagaglio di sorprendenti esperienze sia in Italia che all’estero (Francia, Spagna, Dubai, Cina). La sua arte è un mix di trasformismo, clowneria, visual comedy e momenti di chiara poesia che ha affascinato sia adulti che bambini di diverse culture. Un modo di fare spettacolo, quello di Luca Lombardo, capace di raccontare, come in un sogno, la storia della sua vita e delle grandi scelte che ha dovuto compiere come quella di abbandonare definitivamente la carriera militare per andare a lavorare in un circo. L’artista lascia, infatti, a 30 anni, il posto fisso per abbracciare la sua grande passione: la magia. Profondo ammiratore di Arturo Brachetti, Lombardo ha rivoluzionato il modo di interpretare i cambi di abito, passando dal ruolo di primo clown a quello di prestigiatore, trasformista ed attore, regalando allo spettatore uno spettacolo esclusivo. NapoliToday lo ha intervistato per conoscere la sua storia, curiosità sulla sua vita e progetti futuri.

L'INTERVISTA A LUCA LOMBARDO

Luca, quando ti sei avvicinato al mondo della magia?

“Sin da piccolo sono sempre stato affascinato da questo mondo. Quando entravo in un negozio di giocattoli la mia attenzione veniva rapita dai giochi di magia. A 15 anni ho iniziato ad approfondire questo mondo leggendo libri a riguardo. Uno di questi, a cui sono molto affezionato, è “Il trucco c’è ma non si vede” che trovai nella Biblioteca Nazionale di Napoli. Con il tempo la passione è diventata sempre più forte fino a quando non mi sono iscritto al Club Magico di Napoli che ho frequentato per ben 8 anni. Tra lezioni, video e workshop con artisti provenienti dall’estero, la mia attrazione per questo mondo è cresciuta sempre di più. Pian piano ho iniziato a esibirmi come mago in alcuni spettacoli, ma non a livello professionale, perché nel frattempo lavoravo nell’esercito. Dopo essere stato al Teatro Brachetti dentro di me è scattata una scintilla: mi sono appassionato al trasformismo e ho iniziato a studiare teatro, recitazione, commedia dell’arte. A 30 anni ho lasciato il posto fisso e sono andato a lavorare in un circo prima in Italia e poi in Francia. Da lì la mia carriera è decollata. Mi hanno chiamato a Dubai, in Cina, in Spagna, in Qatar, ho girato il mondo”.

Come è nato il tuo personaggio “Poubelle”?

“Ho vissuto 3 anni a Roma dove ho conosciuto il regista Augusto Fornari, che da allora è diventata la mia guida artistica. Insieme abbiamo scritto uno spettacolo teatrale: “Poubelle. La magia oltre l’immaginazione”. E' il secondo spettacolo teatrale in Europa di trasformismo fregoliano dove un artista è solo in scena. Lo spettacolo ha avuto sin da subito un grande successo, nessun altro spettacolo di magia in un teatro che fa cartellone aveva suscitato mai così tanto interesse. Dopo aver portato “Poubelle” anche al Nord, in un piccolo teatro di Bolzano, mi è arrivata una chiamata dalla Cina: volevano che io mi esibissi in un importate Festival di Magia a Pechino.. da lì la mia carriera è decollata”.

"Perché questo nome così bizzarro?

“'Poubelle' è una parola francese, significa 'rifiuti'. Mi incuriosiva il fatto che una parola dal suono così dolce avesse questo significato così “sporco”. Poubelle è un clochard che con la sua fantasia riesce a ritrovare quella semplicità nelle cose ormai perduta, creando storie fantastiche per intrattenere i passanti. L’idea nasce dalla voglia di sfatare l’immagine iconica del mago sempre in smoking molto elegante e molto pulito. Io non credo che in uno spettacolo sia importante il gioco di magia ma ciò che resta al pubblico alla fine. L’obiettivo di un performer è creare un’empatia con il pubblico. Io credo di esserci riuscito”.

Perché, secondo te, “Poubelle” ha avuto un così grande successo?

“La cosa bella di “Poubelle” è che nonostante il personaggio non parli mai, riesce ugualmente ad arrivare a tutti. E’ sicuramente l’empatia con il pubblico la chiave del successo di questo personaggio. Non è uno spettacolo tradizionale ma un racconto della mia infanzia, la storia della mia vita. Con i miei cambi di abito - da Peter Pan a Mary Poppins a Super Mario Bros - riesco a raccontate il mio mondo. E questo mondo diventa poi quello dello spettatore che si immedesima in Poubelle. Il grande successo di questo personaggio fa capire che tutti abbiamo bisogno di magia e di giocare ancora”.

Quali sono i personaggi del mondo dell’arte e della magia che ti hanno ispirato?

“Sicuramente mi ha ispirato tutto quello che è il cinema muto: da Méliès a Keaton al grande Chaplin. Poi Brachetti ha segnato una svolta nella mia carriera. Il mio clown nasce da diverse contaminazioni, da diverse fonti di ispirazione. Io ho iniziato studiando l’illusionismo e i giochi di prestigio, ma poi ho scoperto il teatro ed è arrivata la magia”.

Cosa rappresenta per te la magia?

“La magia è la capacità di portare gli altri nel proprio sogno, nel tuo mondo. Cambiare il mondo sta diventando sempre più difficile, ma ognuno di noi può crearne uno suo in cui trasportare le persone. Il mago fa questo per professione”.

Anticamente la magia era considerata una disciplina sacra, un modo per unire il visibile all’invisibile. Oggi, secondo te, cosa rappresenta, come mai, nell’era di Internet e degli effetti speciali, riesce ancora ad essere così attrattiva e coinvolgente?

“Ancora oggi, come un tempo, le persone hanno bisogno di credere nella magia. E secondo me, tutti questi approfondimenti, tutorial, informazioni disponibili a tutti grazie alla rete, non fanno altro che incuriosire, avvicinare ancor di più le persone a questo mondo. Inoltre, credo questo processo di contaminazione della magia con altre arti, come la clowneria e la visual comedy, stia vivacizzando e creando nuovo interesse anche da parte dei non addetti ai lavori”.

Dove ti esibirai prossimamente?

“Mi esibirò con “Poubelle” al Festival Magialdia, uno dei festival internazionali di magia più importanti d’Europa, che si terrà nella città di Vitoria-Gasteiz (in Spagna) dal 16 al 22 settembre. Nel mese di settembre sarò, anche, nel più grande Casinò di Europa, in Slovenia. E a febbraio al Teatro San Mauro a Lavello (con la direzione artistica e tecnica di Vidio Carbone). Questa estate mi esibirò, invece, al festival teatrale più importante d’Europa: sarò il primo mago campano a parteciparvi. L’appuntamento più vicino è, però, in settimana, per un cambio in prima serata sull’emittente nazionale”.

Concludi sempre gli spettacoli con una tua bellissima citazione, la ripetiamo per i nostri lettori!?

“Sì. Alla fine di ogni mio spettacolo dico sempre che non posso ricordare tutti i nomi delle persone che incontro ma ricorderò sempre i loro sorrisi”.

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