Elio Waschimps al Pan con oltre 60 tele, dall'Informale ai Mamozi.

La mostra, gratuita, per evidenziare la grandezza culturale della nostra città nel Novecento. La monografica sarà visitabile fino a metà luglio.

Apre al Pan, dove sarà visitabile fino al prossimo 13 luglio la mostra monografica dedicata all'artista partenopeo Elio Waschimps.

61 le opere in esposizione, tutte di grande formato, tra cui una decina di tele inedite, tutte scelte personalmente dall'artista, che vanno dagli anni sessanta con il periodo cosiddetto “Informale”  al ciclo ispirato a Marat e ai Giochi degli anni settanta/duemila, alle “Signore in Rosso”.

Elio Waschimps è un artista potente e suggestivo, capace di materializzare gli aspetti più profondi dell'inconscio in una rappresentazione drammatica e ipnotizzante in cui il colore si fa materia e la figura si deforma nella tragicità della solitudine, umana e culturale, cui la storia sembra decisa a condannarci. Affabulatore, istrionico e cordiale, per anni docente all'Accademia di Belle Arti, Elio Waschimps promette di essere presente tutti i giorni al Pan. Poter parlare con lui è un'esperienza oltre che emozionante irrinunciabile per chi è deciso di fare dell'arte una scelta di vita.    

In mostra anche alcuni suggestivi lavori del cosiddetto "ciclo dei Mamozi".  Nel Dizionario Italiano la parola "Mamozio" è riportata  come "termine regionale nell'uso napoletano = bamboccio o ritratto mal riuscito".  E' lo stesso Elio Waschimps a raccontare, divertito, la storia di questo personaggio presente da oltre tre secoli nell'immaginario partenopeo. Il termine sarebbe nato infatti agli inizi del 1700 quando a Pozzuoli, nella piazza dove si teneva il mercato ortofrutticolo, venne sistemata una statua acefala che avrebbe ritratto il console romano Lolliano Mavorzio. Come si usava all'epoca, la statua fu sistemata alla meno peggio: tra le tante teste disponibili, i restauratori ne scelsero però una troppo piccola rispetto al corpo, che conferiva alla statua un aspetto buffo. Il dialetto fece il resto, distorcendo il nome in Mamozio e negli anni proliferarono anneddoti e leggende. Ancora oggi, in tutto il Golfo di Napoli, con il termine "mamozio" si indica una persona non troppo sveglia, perennemente imbambolata e incapace di reagire con prontezza e intelligenza. 

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