"Non siamo imbuti, abbiamo perso la felicità. Annullate l'esame di maturità": lo sfogo di una studentessa

"Siamo persone con una famiglia, persone che hanno perso i propri cari, persone che sono state ignorate fino ad ora e persone che sono stanche di tutto. Lo stress fino ad ora è stato tanto, aggiungere l'esame sarebbe insopportabile e deleterio per noi" 

"Buonasera, mi chiamo Futura, sono una studentessa del quinto anno di un istituto tecnico e vi scrivo in qualità di rappresentante di noi studenti. Stiamo scrivendo a molti giornali per far sentire la nostra voce e speriamo che anche voi vorrete aiutarci in questa battaglia. Come penso già saprete, stiamo premendo per annullare la maturità di quest'anno. 

Lo so, sembra molto un messaggio dato da dei nullafacenti, da chi non ha molta voglia di studiare e sta usando la scusa di questa pandemia per non farlo.  Ma io proverò a raccontarvela in modo diverso. Vedete, siamo tutti diciannovenni. Era il nostro anno migliore questo. Almeno, doveva esserlo. 

E' nel nostro istinto naturale uscire, non è nella nostra natura stare da soli. E invece lo abbiamo fatto, per tre lunghi mesi, ma non per noi, bensì per proteggere gli altri, i nostri cari, i nostri nonni. Abbiamo paura di uscire non perché siamo noi gli untori, ma perché siamo noi il mezzo di passaggio. 

E questi ci hanno ammazzato, annientato, tolto ogni felicità. E sapete l'unica cosa che potevamo fare ogni giorno? Studiare e studiare. 

La mattina al computer con le videolezioni (di cui tutti sappiamo la vera inefficacia), magari anche fino alle 4 del pomeriggio, fuori orario, perché ai nostri prof o gliene importava poco o avevano i nostri stessi problemi di linea. E poi fino a tarda notte a studiare, sempre davanti al computer, perché anche i docenti sono stati presi alla sprovvista e quindi dovevano recuperare tutto il programma perso, riempendoci di interrogazioni e compiti. 

E, dopo tre mesi in queste condizioni, siamo arrivati a questo punto. Stanchi, depressi e anche arrabbiati. Si, arrabbiati perché in quello che dovrebbe essere un paese democratico la nostra voce viene continuamente ignorata. E spero che invece da voi ciò non venga fatto. 

Perché noi, insieme ai docenti, all'alba del 23 maggio, non sappiamo ancora come sarà questa maturità, questo esame che tanto ha ignorato le nostre esigenze, i nostri dubbi e le nostre paure. 

Noi non siamo una prova, non siamo un imbuto. Siamo persone con una famiglia, persone che hanno perso i propri cari, persone che sono state ignorate fino ad ora e persone che sono stanche di tutto. Lo stress fino ad ora è stato tanto, aggiungere l'esame sarebbe insopportabile e deleterio per noi. 

Spero vivamente di venire ascoltati da voi. 

Ancora buona serata e buon lavoro". 

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