Protesi d’anca, quando è necessario l’intervento: risponde l'esperto

"Ad essere affetti da artrosi d'anca sono l’80% dei soggetti over 75. I più a rischio sono gli obesi e i sedentari. L’artroprotesi è indicata in quei pazienti dove l’alterazione strutturale è progressiva e invalidante". L'intervista al dott. Fabrizio D'Urso

L’artrosi dell’anca (o coxartrosi) è una delle più comuni patologie muscolo-scheletriche che colpisce sia le donne che gli uomini, non sempre in età avanzata. Questa malattia comporta una degenerazione della cartilagine dell'articolazione coxo-femorale, il punto in cui il femore si articola con l'acetabolo, la cavità dell'anca destinata ad accogliere la testa del femore. Generalmente si manifesta con dolore localizzato e difficoltà nei movimenti, sintomi che posso avere anche conseguenze invalidanti. Quando la patologia si fa grave è necessario sottoporsi all’intervento. Ma cos'è l'artrosi dell'anca e quando è necessario l'intervento? NapoliToday lo ha chiesto al dott. Fabrizio D’Urso, fisioterapista esperto in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheletrici e del Movimento.

Cosa è l’artrosi e come viene classificata?

"L’Artrosi (o osteoartrosi) è una patologia cronica dell’apparato scheletrico che comporta distruzione e potenziale perdita della cartilagine articolare con conseguente alterazione delle articolazioni colpite. Le alterazioni articolari sono a carico dell’osso sub-condrale (cioè il tessuto osseo presente sotto la cartilagine) che può andare incontro a ipertrofia ossea (formazione di osteofiti) con conseguente aumento delle dimensioni dei capi articolari e deviazione di questi, e con modifiche a carico di tendini e legamenti. L’ artrosi viene classificata in primaria (idiopatica) e secondaria: la prima è suddivisa in base alle articolazioni coinvolte (mani, piedi, anca, ginocchio, ecc); la seconda deriva, invece, da condizioni che modificano la cartilagine. Queste condizioni comprendono traumi, anomalie articolari congenite o acquisite, difetti metabolici, infezioni, patologie endocrine, neuropatiche, e disturbi che alterano la normale struttura e funzione della cartilagine".

Quali sono i sintomi clinici dell’artrosi all’anca? 

“L’esordio dell’artrosi è il più delle volte graduale, solitamente con il coinvolgimento di una o poche articolazioni. Il dolore è sicuramente il sintomo più precoce, talvolta descritto come un dolore sordo e profondo che peggiora durante il carico ed è alleviato dal riposo. Quando l’artrosi riguarda un’articolazione normalmente soggetta al carico come ad esempio l’anca, il dolore e la ridotta motilità articolare possono generare delle alterazioni del passo o zoppia. In presenza della coxartrosi il dolore può essere riferito all’anca o alle strutture vicine, come la zona inguinale o la faccia anteriore della coscia. Altro sintomo tipico dell’artrosi è la rigidità, solitamente presente al risveglio e dopo inattività, e che migliora con il movimento. Con il progredire della patologia la motilità articolare viene limitata e si sviluppano dolorabilità e sensazione di scroscio o di crepitii all’interno dell’articolazione. La proliferazione di cartilagine, osso, legamenti, tendini, capsule e sinoviale, insieme a vari gradi di versamento articolare, causa infine l’ingrossamento delle articolazioni caratteristico dell’artrosi. Possono, inoltre, svilupparsi delle retrazioni muscolotendinee. La dolorabilità alla palpazione e dolore ai movimenti passivi sono, invece, segni relativamente tardivi. Inoltre, possono verificarsi dei blocchi meccanici totali o parziali (scatto) per la presenza di corpi liberi intra-articolari (detti "topi articolari") o menischi in posizione anomala, oppure svilupparsi deformità e sublussazioni”.

Quali sono le cause principali di questa patologia e come prevenirla?

“L’artrosi d’anca è spesso generata da un’alterazione dello schema motorio del bacino e della colonna lombare. Quest’ultima, insieme ad altre strutture osteo-muscolari e legamentose, ha il compito di ripartire agli arti inferiori il peso della parte superiore del corpo in modo corretto. Quando ci sono alterazioni della mobilità e della stabilità della colonna lombare (spesso asintomatiche) il carico sarò ripartito in modo scorretto portando dunque al sovraccarico strutturale di uno dei due arti inferiori, portando nel tempo all’insorgenza di artrosi in una delle principali articolazione dell’arto inferiore (anca, ginocchio, caviglia). L’artrosi è quasi impossibile da prevenire, in quanto riguarda un processo di invecchiamento del tessuto osseo, a meno che non ci siano degli evidenti fattori di predisposizione che possono essere corretti, come ad esempio alcuni squilibri posturali. Ciò che possiamo fare per prevenirla è correggere alcuni disturbi e alterazioni muscoloscheletriche che spesso sono alla base dell’insorgenza di questa patologia. Giocano un ruolo fondamentale lo sport e il mantenimento di una postura ottimale. Un’attività fisica costante (senza esagerazioni) è fondamentale per la salvaguardia della salute ossea ed articolare, in quanto contrasta il naturale invecchiamento del sistema scheletrico rinforzandolo. La postura gioca anch’essa un fattore chiave nella prevenzione dell’artrosi. Dobbiamo immaginare che le nostre ossa e le nostre articolazioni, oltre a consentirci di muoverci, ci sostengono e sono dunque soggette ad un certo carico. Assumere una postura scorretta significa sottoporre le articolazioni ad un carico maggiore (rispetto ad altre), questo le espone a sviluppare artrosi più precocemente rispetto ad un’articolazione soggetta ad un carico minore”.

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