Ora legale, come affrontare i disturbi legati al jet lag?

“Seguire un’alimentazione sana e non pesante, avere un orario fisso in cui addormentarsi e svegliarsi, sono alcune azioni che ci aiutano ad affrontare meglio il cambio ora”. L’intervista alla dott.ssa Carmen Cuozzo

Alle 2 di questa mattina siamo ufficialmente entrati nell’ora legale. Le lancette di tutti gli orologi e dispositivi sono state spostate di un’ora avanti. Abbiamo dormito 60 minuti in meno, ma in compenso godremo di un’ora di luce in più nei prossimi mesi. Questo è un momento importante dell’anno perché segna il passaggio alla bella stagione: l’estate è finalmente alle porte. La misura del cambio ora è stato introdotto tra le due guerre mondiali e adottato in Italia nel 1966, ma dall’estate scorsa è al centro di un accesso dibattito nel Parlamento europeo tra chi vuole abolirla e chi vuole mantenerla, in quanto non tutti i i paesi europei e del mondo la adottano. La Commissione europea da Bruxelles chiedeva, già da tempo, la sospensione e definitiva eliminazione del cambio d'ora già dal 2019, con il mantenimento per tutte le nazioni dell'orario estivo. La nuova proposta avanzata, rimanda l'abolizione del cambio dell'ora al 2021 e, in più, lascia a ogni Paese la possibilità di decidere a quale dei due "fusi orari" attenersi. Se nei negoziati fra Parlamento e Consiglio dell’UE verrà confermata la proposta, ogni singolo paese avrà tempo fino all’aprile del 2020 per decidere se continuare ad usare l’ora legale o quella solare: chi sceglierà di abolire l’ora legale dovrà cambiare l’ora l’ultima domenica di ottobre del 2021, mentre chi deciderà di tenerla dovrà farlo entro l’ultima domenica di marzo del 2021. Come dicevamo, il vantaggio dell'ora legale risiede nell'ora di sole in più di cui possiamo godere, ma comporta anche numerosi effetti psicofisici negativi come stanchezza, sonnolenza, irritabilità, affaticamento, scarsa concentrazione e bassa produttività. Ma come può il jet di leg di una sola ora comportare un tale squilibrio nell’organismo? Come si può rimediare a questi disturbi? NapoliToday ha chiesto consigli alla dott.ssa, psicologa esperta in terapia familiare e sistemico-relazionale, Carmen Cuozzo.

Dott.ssa, quali effetti psicofisici può comportare il passaggio all’ora legale?

“Come sappiamo il sonno svolge un’importante funzione per la regolazione del nostro organismo. Esso, infatti, consente un recupero delle risorse, spese durante la giornata, sia a livello somatico che cerebrale, e una sorta di rilassamento del cervello, affaticato e saturato dalle attività svolte lungo la veglia. La durata media di un “buon” sonno è di 7,5 ore per notte. Pertanto quando questo viene ridotto o compromesso causa uno squilibrio al nostro ritmo sonno-veglia, che deve quindi riorganizzarsi per ritrovare un nuovo equilibrio utile per affrontare la giornata. La privazione o compromissione del sonno non determina particolari alterazioni fisiologiche e non produce neanche un declino delle funzioni cognitive più complesse, ma può compromettere l’esecuzione di compiti mentali semplici, ripetitivi e noiosi. In sostanza va ad intaccare quella che è la nostra capacità di concentrazione. Inoltre può comportare irritabilità e nervosismo durante la giornata. Ma al di là dei cosiddetti “aspetti negativi” che si presentano nel breve termine, l’ora legale comporta anche aspetti positivi a lungo termine sul nostro tono dell’umore, in quanto le ore di luce aumentano durante la giornata e di conseguenza aumenta anche la sensazione di benessere legata alla presenza della luce solare che dà “la falsa ma buona illusione” di avere più tempo durante la giornata”.

Come può il jet lag di una sola ora comportare un tale squilibrio nell'organismo?

“Il passaggio all’ora legale, e quindi la perdita di una sola ora di sonno, può generare uno scompenso al nostro organismo, una sorta di breve “jet-lag” , che in genere riguarda soltanto la giornata in questione, ma che per alcuni può avere effetti anche nei giorni successivi. Ovviamente bisogna tener conto delle differenze tra le persone e, in primis, della qualità del sonno e delle abitudini connesse all’addormentamento peculiari di ogni individuo. Il motivo per cui anche il venir meno di una sola ora di sonno può generare questo stato di confusione è legato al fatto che il nostro ritmo circadiano (quello che regola il sonno-veglia) è legato al ciclo luce -buio. I ritmi circadiani, infatti, mantengono la loro periodicità grazie alla presenza di fattori ambientali, il più importante dei quali è, appunto, il ciclo luce-buio. Pertanto, con il modificarsi di quest’ultimo, il ritmo sonno - veglia che si sincronizzava su di esso deve risincronizzarsi”.

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