Sapete perché si dice “‘Na femmina e ‘na papera arrevuutajeno Napule”?

La nota espressione sta a indicare che una sola donna in compagnia di una starnazzante papera riesce a mettere in subbuglio un’intera città

Perchè si dice “Na Femmina e ‘na papera arrevuutajeno Napule”? A spiegarcelo è il libro “Come se penza a NNapule. 2500 modi di dire napoletani", commentati da Raffaele Bracale e a cura di Amedeo Colella.

Letteralmente “Una donna ed un’oca misero a soqquadro Napoli”. Uno dei consueti motti muliebri (presentato in duplice versione di cui la seconda molto più sarcastica) dell’antica cultura partenopea, motto nel quale si pongono in ridicolo le donne ritenute così eccessivamente rumorose e/o ciarliere al segno che bastano due donne o addirittura una sola donna e una starnazzante oca per scatenare il putiferio che può giungere addirittura a coinvolgere un’intera città. Non dimentichiamo che le starnazzanti oche (qui papere) del Campidoglio difesero la città di Roma quando nel 390 a.c. (o, per alcuni, nel 387 a.c) con il loro starnazzare destarono il valoroso Marco Manlio che lanciò l’allarme come rammentato nell’episodio dell’assedio della città da parte dei Galli comandati da Brenno; né è dato sapere con certezza, anche se è ipotizzabile, se le oche sacre a Giunone fossero governate da donne che gridando si unirono alle oche.

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