Meniscopatia, quali sono i sintomi e come si cura

"È fondamentale capire se la lesione è completa o meno. In alcuni casi è possibile evitare l’intervento chirurgico con una fisioterapia mirata ad un rinforzo quadricipitale associato a esercizi propriocettivi per stabilizzare l’articolazione”. L’intervista al dott. Valerio Esposito

Dott. Valerio Esposito

La meniscopatia è un complesso di sintomi più o meno dolorosi che indica la presenza di lesioni a uno o a entrambi i menischi. Questi ultimi sono strutture fibrocartilaginee che accompagnano la flessione e l’estensione della gamba e permettono una distribuzione dei carichi uniforme su tutta la superficie articolare, oltre alla stabilizzazione delle articolazioni e alla partecipazione alla lubrificazione articolare. Una loro infiammazione è all’origine della meniscopatia. Questa patologia può presentarsi in tutti i soggetti, sia di sesso femminile che maschile, tuttavia si stima che più del 50% delle meniscopatie diagnosticate riguardino negli sportivi. Ma quali possono essere le cause di questa infiammazione e i rimedi per curarla? Lo abbiamo chiesto al dott. Valerio Esposito, fisioterapista esperto in riabilitazione ortopedica e sportiva.

Cos’è la meniscopatia?

“La meniscopatia non è altro che uno stato patologico favorito da una sofferenza dei menischi, cioè quelle strutture fibrocartilaginee interposte tra femore e tibia che sono di fondamentale importanza al fine di creare un maggior contatto tra le superfici ossee e favorire una minor pressione e maggiore stabilità all’articolazione”.

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Quali possono essere le cause e con quali sintomi si manifesta?

"La meniscopatia ha un eziopatogenesi multifattoriale: può essere rappresentata da lesioni acute dei dischi fibrocartilaginei, condizione frequente negli sportivi, o da processi degenerativi come accade in età avanzata. Per quanto riguarda gli sportivi, i meccanismi traumatici sono essenzialmente tre: un’iperflessione del ginocchio, un’ipertensione classico calcio a vuoto) e un’intera o extra rotazione del ginocchio forzata. In questo caso la sintomatologia è rappresentata da un dolore acuto e imminente, talvolta con impossibilità a muovere lo stesso. Per quanto riguarda, invece, le degenerazioni in età avanzata, la sintomatologia risulta essere piu subdola, con dolori meno acuti ma costanti nel tempo. Una costante in entrambe le condizioni risulta essere la rigidità articolare oltre a un gonfiore localizzato dovuto, in alcuni casi, a un versamento articolare”.

Come viene diagnosticata la meniscopatia?

“L’esame Gold standard è la risonanza magnetica, soprattutto in caso di lesioni acute, mentre in presenza di processi artrosici articolari basta una normale Rx che mostra il contatto e lo sfregamento delle superfici ossee, e quindi la riduzione di spessore dei cuscinetti meniscali”.

Quali sono i rimedi? Come agisce la fisioterapia?

“Per quanto riguarda l’approccio terapeutico, in soggetti giovani e con lesioni acute post trauma è di fondamentale importanza vedere se la lesione è completa o meno. Talvolta è possibile scongiurare l’intervento chirurgico (anche se banalissimo e di routine) con una fisioterapia mirata ad un rinforzo quadricipitale associato a esercizi propriocettivi al fine di stabilizzare l’articolazione. Se la lesione è completa, successivamente all’artroscopia, si deve iniziare un percorso riabilitativo di circa 4 settimane, al termine del quale l’atleta o chi per esso potrà praticare ogni tipo di attività. In età avanzata il discorso, invece, cambia. Si cerca di diminuire quanto più possibile i carichi e le pressioni articolari e, oltre ad una fisioterapia basata sul rinforzo muscolare, vengono consigliati esercizi in piscina. Un’ulteriore strada per frenare il passaggio a successivi stadi di artrosi, e quindi ad un eventuale protesi, è rappresentata da infiltrazioni di acido ialuronico di competenza ortopedica o fisiatrica”.

E’ possibile prevenire questa patologia?

“La ricetta per la prevenzione di danni meniscali è rappresentata da tre ingredienti: un’analisi posturale con conseguente trattamento per riequilibrare un ideale assetto posturale, valutare un’eventuale ipotrofia muscolare e implementare circuiti propriocettivi al fine di stabilizzare l’articolazione. Un altro aspetto fondamentale soprattutto per combattere la degenerazione in età avanzata è favorita da una sana alimentazione e da un corretto peso corporeo. Un peso eccessivo aumenta il carico sulle strutture mensicali favorendo una degenerazione e, quindi, un’artrosi precoce".

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