Fegato grasso, quali cibi mangiare e quali evitare?

“Pesce azzurro, noci, semi di lino, cavoli, broccoli, kiwi, avocado e mele, sono alcuni degli alimenti consigliati. Da evitare sono, invece, gli alcolici, le bevande zuccherate, gli insaccati, la panna, il burro e tutti i pasti pronti”. L’intervista alla dott.ssa Marianna Tommasone

Dott.ssa Marianna Tommasone

Il fegato grasso o steatosi epatica è un accumulo eccessivo di grasso nelle cellule epatiche. Tra le principali cause di questa malattia ci sono una alimentazione troppo ricca in grassi e zuccheri, un’elevata assunzione di alcol, obesità, ipertrigliceridemia e disfunzioni del fegato. Ad esserne affetti sono circa il 70-90% delle persone over-size, ma non è escluso che la problematica possa riguardare il restante della popolazione con punte del 35% anche nel caso in cui l’ago della bilancia non superi i limiti. Questa condizione non va sempre a causare un danno epatico, tuttavia in alcuni soggetti (2-5%) l’eccesso di grasso può portare ad una infiammazione del fegato. Se l’infiammazione è collegata all’abuso di alcol, si parla di steatoepatite alcolica, altrimenti si parla di steatoepatite non alcolica. Quando un fegato infiammato diventa fibroso e indurito (condizione tipica della cirrosi), può esserci insufficienza epatica. Il fegato grasso, nella sua fase iniziale, non si manifesta con sintomi. I fastidi, caratterizzati soprattutto da affaticamento, debolezza, un repentino dimagrimento, dolore localizzato nella parte destra e alta dell’addome, cominciano ad uno stadio più avanzato della malattia quando il fegato diventa “grosso” oltre che grasso. È questa la ragione per cui la steatosi epatica viene spesso scoperta casualmente, durante un’ecografia svolta per un semplice controllo o con gli esami del sangue (lievi incrementi delle transaminasi sono molto spesso la spia del fegato grasso). Come curarla? Non ci sono terapie mediche o chirurgiche specifiche per il fegato grasso. Il trattamento principale si basa su una corretta alimentazione, il calo di peso graduale e l’attività fisica aerobica. NapoliToday ha intervistato la dott.ssa, biologia nutrizionista, Marianna Tommasone per sapere quali regole deve seguire a tavola chi è affetto da steatosi epatica.

Dott.ssa, cosa è la Steatosi epatica e quali sono i sintomi con i quali si manifesta?

"La steatosi epatica, comunemente nota come fegato grasso, è una patologia caratterizzata dall’accumulo intracellulare di trigliceridi a livello epatico. Se non adeguatamente trattata, la steatosi epatica può evolvere verso gli stadi istologici più avanzati di epatopatia fino a portare alla necrosi cellulare. Non essendoci sintomi evidenti, non è facile riconoscerla. In alcuni soggetti si può manifestare affaticamento, malessere generale e dolore nella parte superiore destra dell’addome. Spesso la diagnosi viene fatta per caso, in seguito a valori ematici alterati (transaminasi) o alla palpazione, riscontrando un fegato ingrossato (epatomegalia)”.

Quali sono le cause scatenanti?

“Esistono due tipi di steatosi: la steatosi epatica alcolica, causata da un eccessivo consumo di alcol, e la steatosi epatica non alcolica, causata da un’alimentazione squilibrata e ipercalorica, Quindi, sovrappeso e obesità addominale, ipertrigliceridemia, insulino-resistenza, diabete mellito di tipo 2, rientrano tra le possibili cause di steatosi epatica non alcolica. Inoltre, gli esperti considerano questo tipo di steatosi come la manifestazione a livello epatico della sindrome metabolica. Altre cause di steatosi epatica possono essere malattie ereditarie del metabolismo, abuso di alcuni farmaci (cortisonici) e, negli ultimi anni, anche alterazioni del microbiota intestinale”.

Quali sono i soggetti più a rischio? E’ vero che la Steatosi può manifestarsi anche in soggetti magri?

“Per la steatosi epatica alcolica i soggetti più a rischio sono sicuramente gli alcolisti. Mentre, per la steatosi epatica non alcolica, il rischio di svilupparla aumenta con l’avanzare dell’età e il più delle volte viene diagnosticata nei soggetti tra i 40 e i 60 anni, indipendentemente dal sesso. Le categorie più a rischio sono gli obesi, i diabetici, i soggetti che presentano dislipidemia e/o sindrome metabolica. La steatosi epatica non alcolica si può manifestare oltre che nei soggetti in sovrappeso e obesi, anche nei soggetti magri come conseguenza di un’alimentazione e uno stile di vita scorretti. A confermarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Kentucky Medical Center. Ma, comunque, l’incidenza maggiore si osserva tra i soggetti in sovrappeso e obesi”.

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