Ernia iatale, cosa mangiare e cosa evitare: i consigli

“Per curarla bisogna seguire una dieta “mirata” e bilanciata, ridurre il peso e la pressione addominale”. L’intervista alla dott.ssa Ester Brucci

Dott.ssa Ester Brucci

Reflusso acido, eruttazione, dolore e bruciore alla “bocca” dello stomaco, sono alcuni dei sintomi tipici dell’ernia iatale. Una patologia gastrointestinale causata dall’indebolimento dello iato diaframmatico esofageo, foro attraverso cui passa l’esofago che porta il cibo e i liquidi dalla bocca allo stomaco. Quando lo iato si allarga consente a una piccola parte dello stomaco di risalire lungo la fessura in direzione della cassa toracica, formando l’ernia. A soffrire di questa patologia è circa il 10- 15% degli italiani, generalmente sopra i 50 anni. Il dato è, però, relativo perché molti non sanno di esserne affetti e imputano i problemi digestivi a fattori diversi. Le cause che determinano l’ernia iatale non sono ancora chiare, ci sono, però, alcuni fattori certi che la predispongono. Tra questi ci sono l’obesità, il fumo, la gravidanza nelle donne, traumi o allenamenti con pesi eccessivi, ma anche lo sforzo nella defecazione, eredità e difetti congeniti, tosse frequente. Per ridurre la sintomatologia dell’ernia iatale è fondamentale masticare piano e seguire un’alimentazione corretta. Alcuni cibi, infatti, posso aggravare i sintomi. Altri, invece, sono in grado di ridurli. NapoliToday ha intervistato la dott.ssa, biologa nutrizionista, Ester Brucci, per capire come agisce l’alimentazione in presenza di questa patologia e quali cono i cibi consigliati e quelli sconsigliati a chi soffre di ernia iatale.

Dott.ssa, ci può spiegare meglio cos’è l’ernia iatale?

“L’ernia iatale è una patologia causata dal passaggio di parte dello stomaco attraverso un’apertura (iato diaframmatico esofageo) del diaframma, il muscolo che sostiene i polmoni e che separa la cavità toracica da quella addominale. In caso di ernia iatale una parte più o meno consistente dello stomaco risale attraverso questa apertura, causando i sintomi tipici della malattia. All’origine c’è, da un lato, l’allargamento del foro diaframmatico attraverso cui passa l’esofago, dall’altro un indebolimento del legamento freno-esofageo, che collega la giunzione gastroesofagea al diaframma, proprio a livello dello iato”.

Con quali sintomi si manifesta?

“I sintomi possono essere di natura digestiva: salivazione intensa, eruttazioni ripetute, soprattutto dopo pasti abbondanti, sensazione di peso allo stomaco, rigurgiti acidi, stipsi e diarrea. A volte il dolore si irradia dallo stomaco al collo e nella schiena tra le scapole, generando sintomi cardiorespiratori come: dispnea (respirazione faticosa), improvviso cambiamento del ritmo cardiaco che rallenta (bradicardia) o accelera (tachicardia notturna), dolore nell’area cardiaca (angina pectoris), vertigini”.

Quali sono i fattori che scatenano il disturbo?

“I fattori scatenanti possono essere vari, possono riguardare la questione meccanica e l’aumento della pressione a livello addominale a carico del diaframma. È considerato come uno sforzo eccessivo l’esercizio fisico (come ad esempio il sollevamento pesi), la tensione quando si deve defecare, ma anche un forte trauma addominale. Un altro fattore scatenante è un particolare l’accumulo di grasso nei fasci muscolari, con i quali il diaframma si inserisce sulla colonna vertebrale, provocando una modificazione strutturale della giunzione gastroesofagea e incrementando la pressione a livello addominale. Alcune alterazioni anatomiche possono favorire lo sviluppo dell’ernia”.

Come si cura? Che ruolo gioca l’alimentazione?

“L’ernia iatale può essere curata attraverso la terapia farmacologica associata ad una dieta bilanciata ed equilibrata. È importante, in primis, ridurre il peso e la pressione addominale, seguendo abitudini alimentari precise e facendo attenzione ai cibi che vengono scelti”.

Quali sono gli alimenti da evitare in presenza di ernia iatale?

“Evitare le abbuffate e preferire pasti leggeri durante la giornata, evitare di riempire troppo lo stomaco e ridurre il rischio di reflusso. I cibi da evitare sono: caffeina in genere (caffè, the, bevande a base di cola, bibite energetiche), alimenti troppo caldi, che possono irritare lo stomaco e tutte le bevande gasate. Evitare anche cioccolato, menta, pasti troppo ricchi di grassi: latticini (burro, panna, latte soprattutto se intero) insaccati, carne di maiale, fritti, stufati, spezzatino, ragù, alimenti piccanti (pepe, chili, spezie piccanti). Evitare cibi che possono creare acidità come agrumi e pomodoro”.

Quali sono, invece, i cibi consigliati?

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“I cibi consigliati sono pasta e riso, nelle giuste quantità. Prediligere alimenti ricchi di omega-3 come il pesce azzurro. Utilizzare alimenti come mele, banane e patate, in quanto hanno azione protettiva sulle pareti dello stomaco. Inoltre, alimenti come ananas e papaya, aiutano la digestione grazie al contenuto di enzimi digestivi”.

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