Coronavirus, il Prof. D'Andrea: "Il governo tuteli i diritti di medici e infermieri in prima linea negli ospedali"

«La Sicpre con i propri soci è vicina a tutti coloro che operano ogni giorno per salvarci da questa pandemia. Ci auguriamo che i problemi di sempre che riguardano la categoria vengano risolti". L'appello del presidente Sicpre

Prof. Francesco D'Andrea

«Un’Italia in ginocchio è chiusa in casa per il Coronavirus. Almeno questo dovrebbe essere per tutti (#ioresto a casa). Ma le altre categorie di specialisti, come la nostra, non mancano di esprimere la loro vicinanza a medici e infermieri in prima linea negli ospedali di tutto il Paese, di cui sempre dovrebbero essere tutelati i diritti». Così in una nota Francesco D’Andrea, presidente della Società Italiana Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. «La Sicpre con i propri soci continua a dare il contributo di sempre alla tutela della salute dei cittadini per quel che concerne le proprie competenze (tumori e urgenze) ed è vicina a tutti coloro che operano in questi giorni per salvarci da questa pandemia - rimarca D’Andrea - ricordando però che tutti i medici da sempre hanno un unico obiettivo, quello di curare la salute dei loro pazienti. Ma vi sono problemi che purtroppo vengono a galla solo durante pandemie, catastrofi e tragedie».

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«In questi giorni tutti a ringraziare medici e infermieri - prosegue D’Andrea - e da medico questo è solo motivo di orgoglio, ma nessuno che ricorda che: 1) l’Italia è tra le poche nazioni al mondo in cui il medico risponde penalmente del proprio operato; 2) gli stipendi dei medici e degli operatori sanitari sono tra i più bassi del mondo occidentale; 3) l’Italia è la nazione in cui il contenzioso medico legale è tra i più alti al mondo e la maggior parte delle volte senza che sussistano i dovuti presupposti, questo perché la colpa medica ha sostituito le truffe per incidenti stradali diventando una importante attività lucrativa per alcuni studi legali (vedi le pubblicità sui media e sui social network che incentivano a denunciare i medici)». «L’auspicio è che, finito questo brutto periodo, che speriamo sia al più presto, qualcuno si ricordi quanto premesso e non succeda che, passata l’emergenza, si lasci tutto come prima, come se nulla fosse successo», conclude il presidente Sicpre.

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