Cervicobrachialgia, quali sono i sintomi e come si cura

È un disturbo del sistema cervicale molto fastidioso e talvolta invalidante. Il dott. Fabrizio D’Urso ci spiega come riconoscerlo e curarlo

Dott. Fabrizio D'Urso

Dolore al collo, alle spalle, formicolio alle braccia e alle mani. A soffrire di Cervicobrachialgia sono milioni di italiani. Si tratta di una fastidiosa patologia che interessa il tratto cervicale e che si manifesta con forti dolori e fitte, talvolta invalidanti, che dal collo si irradiano, attraverso i nervi del plesso brachiale, al braccio e alle dita delle mani. La Cervicobrachialgia, però, non è soltanto causa di dolore ma può essere anche responsabile di rigidità, intorpidimento, formicolio, debolezza muscolare e ridotto controllo dei muscoli. Le cause di questa patologia sono molteplici, tuttavia tra le principali ci sono discopatie cervicali, ernie discali, compressione o infiammazione delle terminazioni nervose. Se la patologia si presente, invece, in età compresa tra i 20 e i 50 anni, è provocata, generalmente, da un evento traumatico come un incidente, uno stiramento muscolare o una caduta. Ma come riconoscere la Cervicobrachialgia e come curarla? Lo abbiamo chiesto al dott. Fabrizio D’Urso, fisioterapista esperto in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheletrici e del Movimento.

Dott. D'Urso, cos’è la Cervicobrachialgia e con quali sintomi si manifesta?

“La Cervicobrachialgia è una sindrome dolorosa che riguarda la regione del collo e di uno o di entrambi gli arti superiori. Seppur il sintomo principale è rappresentato dal dolore, tale problematica si può manifestare con uno spettro più o meno variabile di sintomi, per questo viene classificata come una Sindrome. Come abbiamo detto il principale sintomo è rappresentato dal dolore a carico della regione cervicale e a carico di uno o di entrambi gli arti superiori, e può interessare l'intero arto, anche fino alle dita, o limitarsi ad alcune aree come la parte anteriore della spalla, il deltoide e quindi la parte laterale della spalla, la parte posteriore o può presentarsi a livello dell'avambraccio. A livello degli arti superiori il dolore è, in genere, riferito dal paziente come trafittivo, come costrittivo (il paziente può avvertire una sensazione di costrizione in alcune aree dell'arto superiore o a tutto l'arto) o come urente. Altri sintomi sono rappresentati dalla percezione di rigidità della muscolatura causata dalla contrattura muscolare, alterazioni della sensibilità lungo l'arto superiore interessato o a carico delle dita in base alla radice nervosa compressa e, infine, una possibile diminuzione della forza in alcuni muscoli della mano”.

Come viene diagnosticata?

“La diagnosi è fondamentalmente clinica sulla base dell'anamnesi ed è in genere sostenuta da esami diagnostici volti ad individuarne la causa e ad escludere patologie più gravi. In genere vengono prescritti esami come RX della colonna vertebrale, Risonanza magnetica o TC, ed Elettromiografia nei casi in cui la compressione nervosa abbia portato ad una perdita di trofismo muscolare a carico dei muscoli della mano”.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Folla in via Toledo, da Alcott c'è Oslo de "La casa di carta"

  • Scoperta la centrale del 'pezzotto', arresti in tutta Europa: c'erano 700mila clienti

  • Whirlpool, i lavoratori in corteo bloccano l'A3

  • Controlli tra le pizzerie in via Tribunali, occupazioni abusive per 700 metri quadri

  • Lutto nel mondo della medicina napoletana, muore improvvisamente Paolo Mercogliano

  • Sacchi: "Nella difesa del Napoli solo Di Lorenzo si muove in modo organico e sinergico"

Torna su
NapoliToday è in caricamento