Anemia, come combatterla a tavola: i consigli della nutrizionista

“Tra i cibi consigliati ci sono la carne, bianca e rossa, le uova, il pesce e la bresaola. Da evitare, invece, la combinazione affettati formaggi, e il consumo di caffè dopo un piatto di legumi o una fetta di carne". L’intervista alla dott.ssa Marianna Tommasone

Dott.ssa Marianna Tommasone

Stanchezza, mal di testa, vertigini, battiti cardiaci irregolari, sono alcuni dei sintomi dell’anemia. Un condizione clinica in cui il numero di globuli rossi non è sufficiente a trasportare abbastanza ossigeno nei diversi tessuti e organi del corpo. Solo nel 50% dei casi all’origine di questa malattia vi è una carenza nutrizionale, nell'altra metà può essere determinata da patologie come scompenso cardiaco, insufficienza renale, malattie infiammatorie intestinali o ancora sanguinamenti uterini gravi, post-partum e chemioterapia. Esistono, quindi, diverse forme di questo disturbo, ciascuna causata da fattori differenti. Tra queste, la più comune è l’anemia sideropenica (tipica dell’infanzia e dell’adolescenza, ma ne possono essere affetti anche adulti) caratterizzata da una carenza di ferro, e da globuli rossi piccoli e pallidi. A causare l’anemia può anche essere un basso assorbimento della vitamina B12, determinato, molte volte, da diete poco equilibrate e monotone, o una carenza di acido folico, imputabile a un'inadeguata assunzione di cibi freschi o a elevate richieste di questa sostanza in condizioni di gravidanza, allattamento o con l’accelerazione del metabolismo. Alcuni tipi di anemia non possono essere prevenuti con un corretto stile di vita, in altri casi, invece, è possibile farlo seguendo un’alimentazione mirata. Ma come si deve comportare a tavola chi si soffre di anemia? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Marianna Tommasone.

Cos’è l’anemia?

“A differenza di quel che si pensa, anemia non è sinonimo di carenza di ferro, ma è una condizione, temporanea o cronica, caratterizzata da una riduzione dei livelli di emoglobina al di sotto della normalità: < 13 g/dl nell’uomo e < 12 g/dl nella donna. L’emoglobina è una proteina glomerulare presente nei globuli rossi e responsabile del trasporto di ossigeno dai polmoni alle cellule dell’organismo. Per la sua sintesi necessita anche di ferro, la cui carenza può rientrare tra le possibili cause di anemia”.

Quali possono essere le cause?

“L’anemia può essere dovuta a diverse cause e le più frequenti sono emorragie, carenze vitaminiche (vitamina B12, acido folico) o di ferro, mestruazioni troppo abbondanti. Altre cause di anemia possono essere insufficiente produzione (anemia aplastica) o eccessiva distruzione (anemia emolitica) di globuli rossi, difetti genetici (anemia falciforme, talassemie), malattie croniche (insufficienza epatica o renale), artrite reumatoide, malattie infiammatorie croniche intestinali (Morbo di Crohn) e anche la celiachia non trattata”.

Come la si può combattere a tavola?

“Il trattamento dietetico dipende dalla causa scatenante l’anemia. Se si tratta di una condizione dovuta a carenze nutrizionali, è possibile integrare nella propria alimentazione alimenti più ricchi in ferro, vitamina B12 e acido folico, al fine di raggiungere il fabbisogno giornaliero raccomandato. Inoltre, è importante saper abbinare correttamente gli alimenti, soprattutto per garantire un ottimale assorbimento del ferro. Infatti, è raccomandata l’associazione in uno stesso pasto di alimenti contenenti ferro, vitamina C, vitamina A, rame e cisteina”.

Quali sono i cibi consentiti e consigliati?

“Tra i cibi da integrare nell'alimentazione di chi soffre di anemia ci sono carne, sia bianca che rossa, uova, pesce e molluschi come alici, cefalo, baccalà, sgombro, spigola, tonno, polpo, e affettati come la bresaola che rappresentano un importante fonte di ferro eme facilmente assorbibile e vitamina B12. Invece, tra gli alimenti vegetali fonte di ferro non eme meno assorbibile ci sono legumi soprattutto fagioli, ceci e lenticchie, cereali come crusca di frumento, fiocchi d’avena, grano saraceno, verdure come rucola e spinaci, e frutta secca in particolare pistacchi e anacardi. Anche pepe nero, menta, rosmarino, basilico e prezzemolo sono fonti naturali di ferro. L’acido folico è contenuto nei legumi e soprattutto nei vegetali a foglia verde come lattuga, rucola, spinaci, broccoli, asparagi. Inoltre, è importante integrare il consumo di alimenti buona fonte di vitamina C (kiwi, agrumi), vitamina A (zucca, carote), rame (cereali, frutta secca) e cisteina (carne, uova, latte e derivati)”.

Quali sono, invece, quelli da evitare o consentiti con moderazione?

“Ci sono alcuni alimenti la cui associazione nello stesso pasto inibisce l’assorbimento del ferro, come ferro e calcio o ferro e tannini. Ad esempio, evitare di assumere in combinazione affettati e formaggi, e di bere caffè o tè o mangiare cioccolato dopo una fetta di carne o un piatto di legumi. Inoltre, si raccomanda di non eccedere con l’assunzione di fibre poiché si favorisce l’escrezione del ferro alimentare”.

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