Dieta e Alzheimer, quali cibi prevengono la malattia? Risponde la nutrizionista

“Integrare nella propria alimentazione pesce e frutta secca aiuta a prevenire i problemi di memoria”. L’intervista alla dott.ssa Marianna Tommasone

Dott.ssa Marianna Tommasone

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza senile. Si stima che circa il 50-70% dei casi di demenza sia dovuta a tale condizione. Questa patologia è caratterizzata da una progressiva degenerazione delle cellule cerebrali e un graduale declino delle funzioni cognitive. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’incidenza della malattia è più alta in chi consuma alcuni tipi di cibi. Alimenti ricchi di colesterolo e grassi saturi contribuiscono, infatti, al danno ossidativo dei neuroni e alla formazione di placche di beta-amiloide, la proteina “spia” responsabile dei problemi di memoria e del morbo di Alzheimer. Queste “alterazioni” dovute a una scorretta alimentazione cominciano a danneggiare il cervello 10-20 anni prima che la patologia si manifesti. E’ possibile, però, adottare alcune strategie di intervento per migliorare le performance cognitive e prevenire il morbo di Alzheimer, tra queste: fare regolare attività fisica, smettere di fumare, allenare la mente (leggendo libri, giornali, e facendo cruciverba), e eseguire una sana alimentazione. La dieta, se sana ed equilibrata, ha, infatti, un ruolo importantissimo nella prevenzione di tutte le malattie neurodegenerative, in primis dell’Alzheimer. Numerosi studi scientifici hanno confermato che integrare nella propria alimentazione pesce e frutta secca, alimenti ricchi di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, aiuta a ridurre i livelli ematici della proteina beta-amiloide. NapoliToday ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Marianna Tommasone, quali sono gli alimenti da inserire nella propria alimentazione per prevenire demenza e declino cognitivo.

L'elenco stilato dalla dott.ssa Marianna Tommasone:

  • Pesce: alici, sgombro, tonno e soprattutto il salmone, noti per il loro contenuto in omega-3 (DHA e EPA), il grasso animale più ricco di benefici per il nostro organismo in grado di rallentare il declino cognitivo. Gli omega-3 favoriscono, infatti, la sintesi di BDNF (fattore neurotrofico derivato dal cervello), una proteina che aiuta ad aumentare la resistenza delle connessioni;
  • Frutta secca: le noci rappresentano una fonte significativa di acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso essenziale della serie omega-3 che promuove la salute del cervello; 
  • Olio di Oliva: l’oleocantala, una molecola presente nell’olio extravergine d’oliva recentemente scoperta, è in grado di impedire ad alcune proteine tossiche di legarsi ai nervi del cervello, contrastando efficacemente la degenerazione delle cellule nervose; 
  • Verdure a foglia verde: spinaci, bietole, lattuga, broccoli, cime di rapa, sono una buona fonte di acido folico  (vitamina B9), in grado di migliorare la funzione cognitiva; 
  • Frutti di bosco: fragole, lamponi, mirtilli, more, ribes, sono preziose fonti di antiossidanti, il cui apporto è fondamentale per contrastare l’azione dei radicali liberi responsabili del processo di invecchiamento cellulare. I frutti di bosco svolgono un importante ruolo preventivo nei confronti del declino mentale e cognitivo. Questo è dovuto anche alla presenza di sostanze attive che sarebbero in grado di favorire l'autofagia dalle tossine accumulate nel cervello, responsabili delle malattie neurodegenerative; 
  • Uova: sono una buona fonte di colina, un nutriente essenziale noto anche come vitamina J. La colina è coinvolta nella produzione di acetilcolina (neurotrasmettitore fondamentale per numerose funzioni del sistema nervoso, quali umore, comportamento, orientamento), fosfatidilcolina (componente delle membrane cellulari) e sfingomielina (sfingolipide indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi); 
  • Caffè: vari studi epidemiologici sembrano confermare che il consumo regolare e moderato (ovvero pari a 3-5 tazzine al giorno) di caffè può ridurre fino al 27% le probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer. Il beneficio deriva dalla caffeina e dalla presenza di numerose sostanze antiossidanti. La caffeina, infatti, promuove il mantenimento di livelli elevati di acetilcolina, un neurotrasmettitore responsabile della trasmissione degli impulsi nervosi tra i neuroni sia nel sistema nervoso centrale sia in quello periferico. Le sostanze antiossidanti, invece, tra cui i polifenoli, svolgono un ruolo importante nel ridurre l’infiammazione a livello cerebrale, proteggendo le funzioni cognitive.

Dati scientifici disponibili sono più che esaurienti nel dimostrare come sia possibile ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer arricchendo la propria alimentazione anche di frutta fresca di stagione, cereali integrali e legumi, ottime fonti di vitamine, sali minerali e fibre. 

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