Dialogo dal balcone col premier, ma in mutande: il video è virale

L'uomo che è riuscito a scambiare qualche battuta con Conte dal balcone di casa si chiama Raffaele Capasso, ed è un ex avvocato e docente universitario

Giuseppe Conte a Napoli (Ansa)

Sta facendo discutere il surreale dialogo, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e un partenopeo in mutande al balcone, avvenuto nel corso della visita del primo a Napoli nella giornata di martedì.

Il napoletano, Raffaele Capasso, che si è detto “collega” di Conte (è un avvocato in pensione), nel video diffuso anche sul profilo Instagram del premier scambia con lui alcune battute dal suo balcone, non lasciandosi sfuggire l’occasione di conversare con il primo ministro – e dandogli alcuni consigli – anche alzando la voce per farsi sentire ma dimenticando di infilarsi prima i pantaloni.

Il degrado non c'entra – scrive Massimo Gramellini stigmatizzando ironicamente la vicenda sul Corriere della Sera – La scena si svolge in uno dei quartieri più eleganti di Napoli, con vista sul Vesuvio e sulle mutande del tizio, che si presenta a Conte come un collega: avvocato civilista in pensione. Il problema non è quello che dice (gli segnala una legge dispersa nei meandri parlamentari), ma come lo dice. Senza provare il minimo imbarazzo per il suo abbigliamento, e neanche il minimo sospetto che ci sia qualcosa di cui imbarazzarsi”.

Le parole di Raffaele Capasso

Contattato dal Corriere della Sera, Capasso ha spiegato l'episodio dicendo che pur di parlare col premier è corso sul balcone, così com'era vestito. “Stavo riposando sul divano – racconta – Mi è stato detto che di fronte era affacciato il presidente. Ho pensato che si sarebbe trattenuto solo qualche minuto sul balcone. Così ho realizzato che se avessi perso tempo a trovare un pantalone da mettere, avrei perso l’occasione”.

Capasso compirà 70 anni ad agosto, e per oltre 40 è stato avvocato e a lungo ha anche insegnato diritto privato all'Università di Salerno. Al presidente del Consiglio ha fatto una richiesta ben precisa, ovvero che diventi decreto d’urgenza il disegno di legge 788 del 2018, sui crediti in sofferenza. “Ci guadagnerebbero tutti. Se fossi in Conte, Di Maio e Salvini coglierei al volo questa opportunità. E se mi chiamano in tv ci andrò per spiegarlo a tutti”, aggiunge.

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