Telecamere di sicurezza spente alla Sanità, Poggiani: "Ora lo sanno anche i clan"

Il presidente della III Municipalità taccia di irresponsabilità chi ha divulgato l'informazione: "La conoscevamo in pochi e stiamo cercando di risolvere, così abbiamo avvisato non solo i cittadini ma anche i clan del quartiere”

Nel dibattito sulle telecamere di sicurezza alla Sanità spente, è intervenuto anche Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità. Oltre a sottolineare la sua delusione per la situazione, lancia un appello alla politica: evitare atti irresponsabili come quello che è stato denunciare questa vicenda, dato che in questo modo – rendendo pubblico il problema delle telecamere – “abbiamo avvisato non solo i cittadini ma anche i clan ancora attivi del quartiere”.

“Sono arrabbiato e deluso – scrive sui social il presidente della III Municipalità – Mi appello al Sindaco di Napoli per risolvere al più presto la questione dell'allaccio Enel per le telecamere di sorveglianza al Rione Sanità. Dopo la morte di Genny (Cesarano, ndR) in tanti ci abbiamo messo la faccia, un quartiere intero si è mobilitato ed ha chiesto allo Stato di intervenire. In prima persona ho dato battaglia in tutti i luoghi possibili, dalle piazze fino ai tavoli di incontro con i Ministri, per arrivare all'installazione della videosorveglianza chiesta a gran voce da tutti, comitati, parroci e familiari delle vittime”.

“Le cose in questi anni sono cambiate, finalmente si è visto l'interesse concreto delle Istituzioni per un pezzo meraviglioso della nostra città che stentava ad uscire dall'oscurità – va avanti Poggiani – Abbiamo riportato fiducia nei cittadini. Il lavoro certo è ancora lungo, ma siamo sulla strada giusta, intoppi del genere però non sono ammissibili, si risolva al più presto”.

Poi l'accusa a chi ha reso nota la vicenda. “Un'ultima postilla – sono le parole di Poggiani – Mi rivolgo al mondo della politica e ripeto il concetto. In tanti ci hanno messo la faccia, hanno denunciato, manifestato, hanno gridato la propria rabbia in un pezzo di città che tutti ritenevano omertoso per costituzione, anche io in prima persona ho fatto nome e cognomi di camorristi, ho denunciato e fatto condannare. Quando si lavora in trincea non servono polemiche politiche, ma fatti concreti e soluzioni. Al consigliere regionale Pd Marciano che ha divulgato questa informazione, che conoscevamo in pochi e che stiamo cercando di risolvere, segnalo che così abbiamo avvisato non solo i cittadini ma anche i clan ancora attivi del quartiere”. “La politica – conclude Ivo Poggiani – come al solito rischia di essere più irresponsabile dei tanti che, in silenzio e con abnegazione, giorno dopo giorno provano a riscattare il proprio territorio”.

L'accusa del consigliere regionale Antonio Marciano

“Anziché dedicarsi a proposte ‘fantasiose’, come quella di stampare nuova moneta, l’amministrazione comunale ed il Sindaco Luigi De Magistris si preoccupino delle telecamere di videosorveglianza, installate nel Quartiere Sanità grazie alla Regione Campania, che sono spente dal 24 agosto scorso, come segnala una nota della Questura di Napoli”, erano state le parole di Antonio Marciano, consigliere regionale del Partito Democratico. Aggiungendo: “Tutto questo accade in una città dove, quotidianamente, le ‘stese’ nei quartieri più popolari segnalano la presenza, ancora forte, delle organizzazioni criminali e feriscono cittadini innocenti”.

Mara Carfagna: il commento su Facebook

Le telecamere del Rione Sanità sarebbero spente "perché il Sindaco non ha firmato la voltura del contratto elettrico": è la tesi sostenuta dal consigliere comunale e deputato di Forza Italia Mara Carfagna. "Farebbe ridere, se non fosse un fatto gravissimo. Questa è l'attenzione che l'amministrazione cittadina dedica al contrasto alla camorra", ha commentato la Carfagna su Facebook.

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