Salvini a Sorrento: "Prossimo sindaco di Napoli leghista? Sarebbe bello"

L'ex Ministro degli Interni e segretario della Lega a Sorrento per ufficializzare il passaggio nelle file della Lega dei sindaci di Sorrento e Positano. "Questo Governo è un Grande Fratello nemico degli italiani"

A Sorrento per l'ufficializzazione del passaggio nelle file della Lega dei sindaci di Positano (De Lucia) e Sorrento (Cuomo), il segretario della Lega ed ex Ministro degli Interni Matteo Salvini ha parlato anche delle future elezioni comunali a Napoli: "Mi piacerebbe che il prossimo sindaco di Napoli venisse indicato dalla Lega", ha detto Salvini. 

Regionali

Secondo Salvini sono tre le 'D' da "mandare a casa: De Luca, De Magistris, e Di Maio".  In particolare il segretario della Lega si è soffermato sulle prossime regionali: "La Campania muore di rifiuti e di ecoballe non smaltite: non vedo l'ora di mandare via De Luca, la Campania non ha bisogno di uno showman". 

Chi sarà il candidato della Lega? "Sarà un candidato scelto dai territori e dalla nostra squadra", spiega Salvini. "Vogliamo a essere il primo movimento politico in regione Campania". Non è escluso che la Lega appoggi la candidatura di Stefano Caldoro per il centrodestra, perché, per Salvini, Caldoro "è stato un ottimo amministratore".

La protesta delle sardine

Sul Governo M5S-Pd e sulle tasse

Matteo Salvini ha commentato anche alcune recenti mosse dell'esecutivo Cinque Stelle-Pd, in particolare la manovra che conferirebbe ai Comuni il potere di pignorare conti correnti per il pagamento coatto di tributi locali e multe. "Pagare le tasse deve essere un dovere, però questo Governo ha una filosofia basata sul binomio tasse-manette. Non voglio che l'Italia diventi uno Stato di Polizia fiscale, non voglio che il Grande Fratello entri in negozio o in camera da letto. Ricordo gli anni di Monti al Governo, con i blitz nei negozi, sulle auto di lusso. Chi terrorizza le imprese è un nemico del popolo italiano", spiega Salvini. 

Polemiche

In piazza a contestare Salvini centinaia di "sardine", il movimento degli anti-Lega nato a Bologna e diffusosi rapidamente. Momenti di tensione durante la conferenza stampa, quando Salvini è stato incalzato da un giornalista a cui ha detto: "Bisognerebbe tirarle le orecchie, non si interrompono le persone". 

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