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Rimpasto in Giunta, de Magistris ne cambia quattro: "C'era stanchezza e io voglio di più"

Come annunciato anche da Napolitoday, Elenonora De Majo, Luigi Felaco, Francesca Menna e Rosaria Galiero subentrano a Mario Calabrese, Nino Daniele, Roberta Gaeta e Laura Marmorale. Il sindaco: "Inizia fase nuova, guardiamo alle prossime elezioni"

 

Carico come raramente lo si era visto in questi anni, Luigi de Magistris non si è limitato a parlare, ma ha ringhiato. Forse anche per scacciare quei fantasmi che da qualche settimana aleggiano sulla sua maggioranza. Deve essersi prepaprato a lungo a questa giornata perché ha anticipato nel suo intervento tutte le poteziali domande dei cronisti seguendo l'adagio che la miglior difesa è l'attacco.

Il rimpasto è arrivato. E il sindaco non l'ha toccata piano. Anzi. Arrivano quattro nuovi assessori e, giocoforza, saltano quattro teste. Una rivoluzione. Il primo cittadino si dilunga in lodi per gli uscenti, ma poi ammette "...c'era una fase di stanca. Io voglio di più e così ho puntato su quattro volti nuovi, su donne, su giovani, per portare nuova linfa. Adesso abbiamo nuovo ossigeno". 

Eleonora De Majo, Rosaria Galiero, Luigi Felaco e Francesca Menna rilevano numericamente Mario Calabrese, Nino Daniele, Roberta Gaeta, Laura Marmorale. Solo il cambio De Majo-Daniele produce un passaggio secco di deleghe, cultura e turismo. Alla Galiero vanno le Attività produttive, a Felaco l'Ambiente, alla Menna le Pari opportunità. Sono state divise le deleghe di Calabrese: i trasporti vanno al vicesindaco Panini, i lavori pubblici ad Alessandra Clemente. Tornano, invece, sotto un unico assessorato le politiche sociali, ieri divise tra Gaeta e Marmorale, oggi sotto il controllo di Monica Buonanno. 

E di nuovo ossigeno, evidentemente, questa amministrazione ne ha bisogno spesso visto che siamo già al terzo rimpasto da quanto è cominciato il secondo mandato. 

C'è chi sostiene che quella di de Magistris sia solo una mossa per consentire all'amministrazione di andare avanti a garantirsi la maggioranza fino alla scadenza naturale del 2021. Una possibilità smentita solo in parte del numero uno di Palazzo San Giacomo, il quale da un lato afferma che "...sono scelte per migliorare il lavoro svolto fino a ora", ma dall'altro sostiene che la scelta è ricaduta su persone che "...hanno un anima più politica, che sono a contatto con il territorio e hanno voti in quanto siamo a 5 pochi mesi dalle elezioni regionali e a poco più di un anno dalle comunali". 

Andrebbe in questa direzione la scelta di Francesca Menna, grillina della prima ora, ex consigliere comunale dimissionario, allontanata dal Movimento 5 Stelle ed ex detrattrice dello stesso de Magistris: "E' una scelta coraggiosa, con Francesca allarghiamo gli orizzonti anche oltre Dema". Il 22 novembre si vota sulla mozione di sfiducia. Sarà quella la prima prova da superare per il nuovo governo napoletano.     

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