Zanotelli, De Giovanni e Open Arms: appello per "salvare" l'assessore Marmorale

Responsabile da un anno dei Diritti di cittadinanza per il Comune di Napoli, sarebbe tra le "vittime" del rimpasto necessario a de Magistris per tenere in piedi la maggioranza. Il frate comboniano, lo scrittore e le associazioni del terzo settore scrivono al sindaco: "Lasciala lavorare".

Si è scomodata perfino Open Arms per sostenere Laura Marmorale, assessore ai Diritti di cittadinanza del Comune di Napoli, addidata dal toto-assessori come una delle potenziali vittime del rimpasto di Giunta (e non solo) necessario a de Magistris per tenere insieme una maggioranza che appare quanto mai scollata e appesa un filo. 

Insieme alla Ong, l'appello è stato firmato anche dallo scrittore Maurizio De Giovanni e da Alex Zanotelli, frate comboniano impegnato nel Rione Sanità che ha anche inviato al primo cittadino un videomessaggio (pubblicato in questa pagina): "Caro sindaco, non rimuoverla per pure logiche di palazzo".

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Insieme a loro, un elenco di circa quaranta associazioni che operano nel terzo settore. "Sostegno al lavoro di Laura Marmorale" il messaggio con cui si conclude la lettera che riportiamo in forma integrale.

 Cara Laura Marmorale, quanta Fatica!

Il primo giorno la fatica è enorme. La città di Napoli è una terra di contraddizioni e di conflitti annodati tra loro in una fitta matassa. Il carico delle cose è grande e ti spaventa. Gli ultimi sono sempre più ultimi e da noi questo viene confuso con il destino.
Chi lavora sui territori è affranto e piegato. Abbiamo attraversato un deserto lungo 18 mesi di odio, di ferite tenute accuratamente aperte, di problemi irrisolti nascosti dietro propagande retrive. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle la grande propaganda sulla questione Vasto. Una montagna di propaganda che ha caricato sul conto del razzismo problemi generati dalla povertà e dalla camorra. Questione Vasto affidata alla repressione e all’ordine pubblico. Questione Vasto lasciata lì irrisolta.
Abbiamo attraversato un deserto di odio fatto di piccoli granelli di burocrazia in grado di negare 1000 volte i diritti. Un’attesa lunghissima con in corpo la paura di ingiustizie più grandi. Di cose che potrebbero cambiare ancora in peggio, di altre cose ancora che potrebbero essere perdute.
La città di Napoli nell’ultimo anno si è però distinta. Ha scelto di restare umana. Si è dichiarata porto aperto, città aperta, comunità accogliente. Ha vissuto conflitti e contraddizioni per questo. Ha lanciato segnali, inscenato proteste e ha battezzato flotte. Ha presentato progetti e ha riannodato assieme i fili di una comunità dispersa. Un cammino fatto di piccoli tasselli, che giorno dopo giorno hanno costruito un piccolo ponte dove passare. Un ponte di esperienze associative, di persone, di storie raccontate in modo diverso perché vissute in modo diverso. Un cammino fatto di iniziative, presenze, progetti, risorse sperate e conquistate per migliorare lo spazio di convivenza e le singole vite che in questo spazio sono coinvolte.
Una fatica enorme. Quanta ancora da fare su gambe che sono diventate più forti e che camminano assieme perché hanno la speranza di arrivare più lontano.
In questi ultimi giorni il vento di cambiamento che sembrava spirare in meglio è diventato la rappresentazione drammatica di un ricatto sul futuro della città. Il cambiamento nell’Amministrazione che doveva segnare un cambio di passo nella gestione delle criticità e delle mancanze della città si è trasformato in uno scontro di opportunismi basato su veti e vecchie logiche di potere. L’uscita dalla crisi  sembra restare a metà strada tra un regolamento di conti e uno scambio di ostaggi.
Restiamo Umani Ancora.
Le caselle istituzionali non sono spazi auto consistenti; funzionano se hanno un volto, una prospettiva e sanno costruire pazientemente per un giusto tempo di azione. Gli interessi di gruppo, di bottega, di parte che spingono continuamente la roulette della politica cittadina, sacrificando ai giochi di potere la realizzazione delle cose e il conseguimento dei risultati, scavano un solco incolmabile con i cittadini. Per questo chiediamo al Sindaco di Napoli di consentire il proseguimento di questo percorso.
CARO SINDACO SOSTENIAMO TUTTI IL LAVORO DI LAURA MARMORALE!

Napoli, 7 novembre 2019

Firmatari
Adele Del Guercio Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Alex Zanotelli Padre Comboniano
Maurizio De Giovanni, scrittore
Open Arms, ONG

Arci Mediterraneo
Associazione Artur
Associazione Bellarus
Associazione Chi rom e…chi no
Associazione dei Rifugiati di Napoli
Associazione dei Senegalesi di Napoli
Associazione Eventi sociali
Associazione I Ken
Associazione interculturale Grammelot
Associazione Interpreti/traduttori/mediatori
Associazione N:E.A.
Associazione PAN
Casba Società Cooperativa Sociale
Centro di elaborazione culturale MOMI
Chiesa Evangelica
Chikù Gastronomia Cultura Tempo Libero
CIDIS onlus
Comunità burkinabé di Napoli
Comunità cubana di Napoli
Comunità Somala in Italia
Cooperativa EDI onlus
Cooperativa Tobilì
Dafne Cooperativa Sociale
Demetra Cooperativa sociale
Dorothea Mueller Pastora Valdese
GESCO Gruppo di Imprese Sociali
Insurgencia
Ivo Poggiani Presidente III Municipalità
La Kumpania Impresa Sociale
LESS Società Cooperativa Sociale
LTM Gruppo Laici Terzo Mondo
Partenhope Cooperativa Sociale
Pianoterra onlus
Prodos
Songtaba Adesib
Traparentesi onlus
Uniso onlus

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