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L'odio metropolitano

Redazione

Così intitola La Repubblica la prima pagina del giorno 4 aprile e nell’editoriale di Ezio Mauro viene svolta un’analisi da ritenere giusta ed appropriata. In sintesi il Direttore premette che: “chi cerca il terremoto prossimo venturo deve andare in fondo, a destra. E’ l’area politica più attraversata dallo spirito dei tempi”. E continua dicendo: Lo spirito dei tempi ha portato alla costituzione di una nuova destra che nasce dalle costole della destra finora conosciuta. La sete e la speranza di un mondo nuovo ha finito per privilegiare un programma di rifiuto e di ribellione che in Italia, Lega e M5S hanno saputo interpretare. I Grillini con la loro ansia di un rovesciamento dell’intera politica, Salvini che parte da Bossi e Berlusconi ereditandone le fortune, anche per la parte finanziaria, per cambiare la Padania in Lega e la secessione in nazionalismo. Quasi naturale l’alleanza Salvini-M5S.

L’articolo si conclude con una suggestione “che nasce dallo stratega di Trump, Steve Bannon, convinto che l’Europa sia la terra promessa del nuovo ordine mondiale e che proprio l’Italia di Salvini e DiMaio sia il centro di gravità del movimento populista-nazionalista a livello globale “per una ridefinizione dell’Europa al fine di recuperare i valori giudaico-cristiani, chiudere i confini, impiantare un sistema di Stati nazionali sovrani, bloccare l’immigrazione, fermare alla frontiera il mondialismo, sconfiggere definitivamente il socialismo e arrivare alla vittoria finale di separare la democrazia dai valori liberali. Procediamo con ordine; suggestione a parte, l’analisi di Ezio Mauro è la fotocopia del parere della maggioranza degli italiani in questo momento storico dove il tema dell’immigrazione è l’unico argomento di interesse da Nord a Sud, nelle case degli italiani che vivono con 1.000 euro al mese, o forse talvolta con meno, come nei salotti. Con diverse sfumature e ipocrisie di linguaggio le idee sono le stesse: gli immigrati sono il vero problema da affrontare. Ovviamente di tutte le altre manchevolezze della nostra Società ci si lamenta pure, ma chi andrebbe a fare una fiaccolata perché non funziona la Sanità o per la pericolosità aggressiva delle possibili nuove Autonomie Regionali. Ci sono le fiaccolate ogni volta che malauguratamente si ripete un episodio di violenza contro le donne, ma talvolta, in questo caso, si vuole confondere l’esecrazione per il fatto e l’odio per gli extra comunitari. In questo panorama i partiti che in Parlamento sono all’opposizione, ma sarebbe meglio dire “che non sono al governo” si distinguono per la loro inadeguatezza.

La destra di FI è soddisfatta perché pur perdendo voti sfrutta l’alleanza con Salvini e conquista il potere nelle Regioni, i FDI possono anche non parlare un linguaggio estremistico tanto ci pensa Salvini. E poi c’è il PD che tristemente ripete solo slogan: questo governo si deve dimettere perchè sta facendo il male dell’Italia; devono andare a casa, e via di seguito. Questo è il coro in televisione e nei giornali; ma loro cosa propongono veramente non è dato sapere. Non ascoltano il Paese, sono chiusi nella loro sicumera di chi pensa di avere ragione e basta; non riescono a capire l’Italia di oggi e così facendo non possono riportare gli eccessi quotidiani e anche l’odio metropolitano come dice Ezio Mauro nell’alveo di un progetto riformista e democratico. Eppure Renzi l’aveva compresa bene l’Italia quando faceva il rottamatore, poi il desiderio di stravincere subito, la confusione ideologica che faceva perdere completamente al PD la propria identità, le strizzatine d’occhio a Berlusconi e anche le cattive frequentazioni hanno portato al fallimento suo e del PD. Ma il dopo Renzi è stato anche peggiore. L’unico messaggio che parte dal PD oggi è la demonizzazione degli avversari, male storico della sinistra, e invece sarebbe opportuno cominciare a recuperare un rapporto con gli italiani che la pensano diversamente, ascoltandoli e ascoltare anche gli avversari politici, ammettendo in questo caso le loro istanze cercando di incanalarle in un tessuto più vicino ai dettami della democrazia, del rispetto di tutti gli individui e della ricerca del bene per la collettività intera, anche quella che arriva dai barconi. Non è un caso che le dichiarazioni e le interviste di questa classe politica sono lunghe, noiose, banali, ripetitive, mentre quando si è veramente politici di rango, le affermazioni sono talvolta così brevi da fornire verità complesse con pochissime parole. Si pensi a “compromesso storico” e alla “strategia dell’attenzione”.

Dal discorso di Aldo Moro al Consiglio Nazionale della D.C. del 26 novembre 1975: “Per confronto si intende un’attenzione rivolta all’opposizione comunista ed alla sua proposta politica. Un’attenzione dovuta per sensibilità democratica e realismo storico, sì da fare confluire nella valutazione della maggioranza e del Governo anche i dati offerti dal Partito Comunista Italiano nel libero esercizio dell’opposizione. Il confronto attiene per la Democrazia Cristiana ad un modo responsabile di gestire la propria originale natura e funzione nella dialettica democratica”. Non ci si può arrendere alla deriva sovranista ma non si possono disconoscere “le ragioni degli altri”.

Domenico Salerno

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