Pd napoletano nel caos, Oddati chiede a Renzi di rinviare congresso

Domani si sceglierà il nuovo segretario cittadino, ma Oddati, candidato, ha chiesto ai suoi sostenitori di non votare

Nicola Oddati

Caos nel Pd di Napoli. Domani i militanti saranno chiamati al voto per scegliere il nuovo segretario cittadino, mentre Nicola Oddati, uno dei candidati, ha chiesto l'intervento del segretario Matteo Renzi: “Chiedo un rinvio, voglio un congresso senza ombre. Intervenga per salvare il partito a Napoli".

Annuncia l'invio di una lettera. "Che ho fatto scrivere al mio avvocato - precisa - perché qualora non avessi risposte dei vertici nazionali, voglio che il mio nome sia dissociato da questa competizione farsa e sia cancellato dalla scheda". "Non parteciperemo a un congresso illegittimo", annuncia, e pare possa chiedere un risarcimento per danni di immagine. Oddati non si è comunque ritirato, sebbene ha invitato i militanti che lo sostengono a non votare, sebbene questi annunciano di essere presenti ai seggi così da avere, ad operazioni completate, due dati. Ovvero “i nostri e quelli che escono dai pacchi con le schede dei voti".

"Dobbiamo lavorare insieme, uniti, ricostruire il partito e il rapporto con gli elettori, a cominciare da Napoli - aggiunge - anche e soprattutto in vista delle Politiche". Oddati, ex assessore comunale della giunta Iervolino ed ex delfino di Bassolino ora vicino a De Luca, contesta il numero degli iscritti certificati e degli aventi diritto al voto. Non solo l'anagrafe del 2017, ma anche quella del 2016. La stessa che, a conti fatti, ha certificato la platea dei votanti all'ultimo congresso nazionale del partito, sei mesi fa. "Ho chiesto, in questi giorni cose semplici, non la luna - conclude - mi viene detto che l'anagrafe è in cassaforte, sono un candidato, ho diritto a conoscere la platea dei votanti".

Così invece su Facebook il candidato avversario Tommaso Ederoclite: “Abbiano il coraggio di auto-denunciarsi, prima di denunciare, perché oggi si scagliano contro il partito, le regole, il tesseramento che essi stessi, soltanto ieri, hanno contribuito a costruire. Noi che quei metodi li abbiamo rifiutati dall'inizio, candidandoci senza il sostegno di alcun maggiorente o capobastone, non scapperemo col pallone perché temiamo di perdere la partita. Noi non accetteremo questo gioco al massacro per distruggere il partito. Noi partecipiamo al congresso con regole che non abbiamo scritto per scrivere nuove regole".

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