Pomigliano d’arco, operaio della Fiat scrive a Napolitano

Un operaio in cassa integrazione scrive a Napolitano, per chiedere di aiutare altri lavoratori: "Il garante dei diritti di tutti i lavoratori intervenga per far ottenere la cassa integrazione a 147 operai di un call center di casalnuovo"

Un atto di solidarietà legato al 65esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo e alla festa dei lavoratori. Nel giorno delle celebrazioni ufficiali del 25 aprile e dei cortei di piazza, Gerardo Giannone, un operaio della Fiat auto di Pomigliano d'Arco, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Non chiede niente per sé o per i suoi colleghi di stabilimento, in cassa integrazione da circa 20 mesi. Dal Quirinale vorrebbe, invece, un intervento urgente per i 147 operai di un call center di Casalnuovo, in provincia di Napoli, che sono senza stipendio e senza ammortizzatori sociali dall'ottobre scorso.

"Sono un sindacalista - racconta Giannone dopo l'invio della missiva - e so bene che quando si mobilitano gli operai dell'azienda più importante d'Italia, allora si crea interesse e si riesce a fare rumore. Non è arrivata nessuna risposta, ma ho ricevuto dal Viminale l'e-mai di conferma della lettura del messaggio". La lettera è stata inviata anche al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e al neopresidente della Regione Campania Stefano Caldoro.


Il dramma dei dipendenti del call center di Casalnuovo, che fa capo al gruppo Omnia Conversa, inizia alla fine dell'estate scorsa, quando la casa madre Omnia network cede una parte dei debiti e delle società controllate. La società lavora su una sola commessa: la promozione dei pacchetti «Premium» del digitale terrestre. L'ordinativo Mediaset scade il 31 dicembre scorso e non viene rinnovato. Da qui la decisione di chiudere la struttura e avviare la procedura per il trattamento di cassa integrazione.

"Uomini e donne - spiega Gerardo Giannone - attendono da mesi che le commissioni del Ministero e della Regione si riuniscano per deliberare l'effettiva erogazione degli ammortizzatori sociali. Il periodo elettorale si è concluso e il nuovo Governatore è stato eletto. Il mese di aprile è stato impiegato per definire i componenti della Giunta. Adesso, alla vigilia del primo maggio, è arrivato il momento di pensare alle esigenze dei lavoratori". L'operaio di Casalnuovo si appella a Napolitano, defi-nito il "garante dei diritti di tutti i dipendenti italiani". La speranza è di poter trovare margini di trattativa e riuscire ad accelerare il processo per la cassa integrazione, "un bellissimo regalo alla vigilia del Primo maggio".

Il Lingotto, intanto, ha convocato per domani pomeriggio i sindacati di categoria per discutere del nuovo piano industriale presentato mercoledì scorso e ribattezzato Fabbrica Italia. L'amministratore delegato Sergio Marchionne chiede più flessibilità nella gestione del lavoro, come contropartita per gli investimenti da 30 miliardi e per il rilancio della produzione in Italia, che porterà la nuova Panda nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. "Siamo stanchi di stare a casa - conclude Giannone - guadagnare 900 euro al mese vuol dire indebitarsi fino al collo, fare la spola tra banche e finanziarie nella speranza di ottenere prestiti che, alla fine, non saranno mai concessi".

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