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Sfiducia a de Magistris, presentata la mozione: "Maggioranza non esiste più"

L'opposizione firma compatta il documento che chiede le dimissioni del sindaco di Napoli. Il Consiglio è saltato per mancanza di numero legale

 

Ora è ufficiale, depositata, in attesa di essere discussa. La mozione di sfiducia al sindaco de Magistris è realtà ed è firmata dai tutti i sedici consiglieri di opposizione (Pd, 5 Stelle, Lega, Fdi, Forza Italia, La Città, Napoli popolare), alla faccia delle voci di corridoio di chi voleva qualcuno dei consiglieri pronto a fare da stampella alla maggioranza. Non è stata discussa oggi, lo si farà prossimamente, perché non si è raggiunto il numero legale per proseguire la seduta. 

La minoranza, compatta, è rimasta fuori dall'aula, costringendo la maggioranza a contarsi. Presente il sindaco, come erano presenti tutti i consiglieri protagonisti del famoso audio in cui si minaccia di logorare il primo cittadino in caso di mancata concessione di un assessorato. Di questi, assente il solo Carmine Sgambati (Agorà), convalescente in ospedale. A far saltare il Consiglio hanno contribuito le assenze di Elena Coccia (Sinistra Napoli in Comune), Fulvio Frezza (Grupo Misto) e Vincenzo Solombrino (Ce simm sfasteriati). Alla fine dei conti, il pallottoliere ha decretato la presenza di 20 consiglieri, sindaco compreso, non sufficienti per proseguire.

Mancanze da leggere, probabilmente, nell'ottica di quel rimpasto che toccherà Giunta e partecipate, confermato dallo stesso de Magistris dopo la sospensione della seduta. Secondo voci vicine al Consiglio, una mossa per prendere tempo visto che alcuni gruppi starebbero attendendo di conoscere i nomi su cui punterà il primo cittadino prima di decidere se appoggiare o meno la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione. 

"Ci siamo dimostrati compatti contro ogni ipotesi delle ultime ore - ha affermato Mimmo Palmieri (Napoli popolare) - Ormai non c'è più una maggioranza". Tra le accuse lanciate a de Magistris, il depotenziamento del Consiglio che non si riunisce in una seduta valida dal 7 agosto: "E' assurda l'arroganza di questa Amministrazione verso le istituzioni" attacca Matteo Brambilla (5 Stelle). "Oggi abbiamo dimostrato che non c'è più una maggioranza - spiega Vincenzo Moretto (Lega) - il prossimo passo è attendere la calendarizzazione di una seduta per discutere la mozione di sfiducia, che avverrà nell'arco di 10-30 giorni". 

Le critiche, piovute da destra e da sinistra riguardano anche le condizioni della città: "Assistiamo a mortificazioni quotidiane - denuncia Andrea Santoro (Fratelli d'Italia) - Manca un piano per la manutenzione del Verde e siamo costretti a chiudere le scuole a ogni allerta meteo; i trasporti sono assenti; le partecipate come Anm e Napoli Servizi sono sull'orlo del fallimento".  

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