Mundo (Italia Viva): "De Magistris si è isolato, siamo per il dialogo tra le Istituzioni"

Abbiamo intervistato il consigliere comunale che insieme a Manuela Mirra ha in questi giorni lasciato la maggioranza

Gabriele Mundo

Come ufficializzato nei giorni scorsi, i consiglieri comunali Gabriele Mundo e Manuela Mirra hanno lasciato la maggioranza a sostegno della Giunta de Magistris e sono passati tra le fila di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi che adesso avrà quindi un gruppo a sé nel parlamentino di via Verdi. Abbiamo raggiunto il consigliere Mundo per farci raccontare le ragioni della scelta e il futuro rapporto che IV avrà con l'amministrazione cittadina.

Mundo e Mirra lasciano la maggioranza

Consigliere cosa ha portato lei e la consigliera Manuela Mirra a lasciare la maggioranza?
"Negli ultimi tempi l'amministrazione si è isolata, arroccandosi sulle posizioni politiche di demA. Gli altri non si possono neanche considerare comprimari, sono più degli uditori. Da mesi non si riunisce il Consiglio comunale, le delibere vengono portate per ratifica e ci vengono proposte molto spesso anche già attuate, per cui la ratifica diventa un mero atto giuridico privo di qualsiasi significato politico".

Insomma, non vi sentivate più parte del progetto.
"Se si governa insieme, il lavoro deve essere corale, tutti devono partecipare alle scelte dell'amministrazione. Invece la cabina di regia è scomparsa, i gruppi consiliari sono stati falcidiati – con demA è rimasto in piedi solo il gruppo della Sinistra in Comune, tra l'altro composto da quattro consiglieri appartenenti a quattro partiti diversi tra loro. Stare in maggioranza significava sostenere provvedimenti molto spesso anche a prescindere dall'averli valutati. L'abbiamo anche fatto, per anni, ma questo accadeva perché discutevamo degli atti, almeno quelli di maggior significato, in una cabina di regia. Questa cabina di regia oggi è stata volutamente eliminata".

C'è la possibilità votiate a favore delle delibere presentate dalla Giunta, oppure siete passati in tutto e per tutto all'opposizione?
"Quando verranno portate in Consiglio comunale delibere per la città e per i napoletani, saremo prontissimi a votarle. Al contrario, quanto non condividiamo non verrà più sostenuto per spirito di maggioranza perché ne siamo usciti. Vogliamo essere collaborativi con l'amministrazione, ma autonomi. Prima con una cabina di regia gli atti deliberativi potevamo analizzarli preventivamente, ora saremo costretti a valutarli di volta in volta all'arrivo in aula. Semplicemente, delibere che non ci convincono non avranno il nostro voto".

Ma che cosa è successo in questi mesi perché la situazione diventasse questa?
"Voglio puntualizzare una cosa: io non nulla contro il sindaco, né di personale né di politico. Però se ci si presta alla spinta di centri sociali e gruppi vari, è difficile dialogare con qualsiasi interlocutore. L'arroccamento del sindaco ha allontanato tutti coloro che davano una mano al buon funzionamento del Comune – penso ad Alessandro Nardi, ad Attilio Auricchio – e siamo una città che non dialoga né col Governo nazionale né con la Regione Campania. La politica si fa di testa e non di pancia. Chi governa una città non può per ragioni personali tagliare le comunicazioni, ci vuole dialogo, a prescindere da simpatia o antipatia che lega o divide. Se una volta si litiga con Renzi, un'altra con Salvini, un'altra ancora con De Luca, Napoli resta una bella città con ottime intenzioni ma non sostenuta da fuori. Questa città si trova in una situazione complessa, da un punto di vista sociale ma anche da un punto di vista economico. Quest'isolamento non fa bene a Napoli e ai napoletani.
Faccio un esempio, Salvini è stato accolto in città con i sacchetti dell'immondizia. È di un'area politica opposta rispetto alla nostra, per carità, però era il ministro dell'Interno, non era giustificabile accoglierlo in quel modo. Invece De Luca a Napoli - per dire - ha fatto cose alla Terza Municipalità, iniziative condivise col presidente Ivo Poggiani. Non si è posto il problema di dover necessariamente dialogare solo con le persone della sua stessa area politica".

Italia Viva si pone l'obiettivo di far dialogare il Comune di Napoli con le altre istituzioni?
"Italia Viva a Napoli vuole essere il ponte tra l'amministrazione e il governo nazionale, nonché tra l'amministrazione e il governo regionale. Noi ci siamo e vogliamo dare una mano per superare questa impasse. E forse stiamo già contribuendo a far aprire gli occhi al sindaco: de Magistris lunedì ha dichiarato che si sarebbe sentito con il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Questa è la politica, è fatta di scontri, di incontri, ma si va sempre avanti perché non si mettono a rischio le risorse di casa propria, ma quelle - in questo caso - di un'intera città".

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