Riqualificazione Bagnoli, dubbi sul progetto: "Siamo molto preoccupati"

Molte le perplessità sollevate da Municipalità e comitati territoriali dopo l'incontro con il ministro Lezzi che ha avuto luogo ieri a Roma

Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro a Roma a proposito della riqualificazione di Bagnoli. Presenti, oltre al Ministro per il Sud Barbara Lezzi, il commissario governativo Francesco Floro Flores, i comitati civici del territorio e rappresentanti della X Municipalità.

Così, a proposito degli argomenti sul tavolo, il presidente della giunta di via Acate, Diego Civitillo: "I temi trattati sono stati numerosi, dalla bonifica con i relativi finanziamenti, alle risorse economiche pluriennali per il rilancio dell'area. Si è discusso di Borgo Coroglio e di gestione pubblica e collettiva degli spazi sociali, analizzando anche la problematica storica della proprietà dei suoli e delle forme di finanziamento (pubblico/privato) prevista dall'art. 33 dello Sblocca Italia".

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Secondo la Municipalità l'incontro "ha mostrato come siano ancora numerosi i nodi da sciogliere e le procedure da mettere in atto per bonifica e riqualificazione e per le quali abbiamo richiesto tempi rapidi nel rispetto del cronoprogramma". "D'altra parte la discontinuità sia nel merito, che normativa, sulla reale partecipazione del territorio (in forma e modalità condivise e riconosciute) è tutta da costruire – ha proseguito Civitillo – Non possiamo limitarci a momenti di confronto estemporanei, ma è dovere di tutti lavorare per il superamento della logica commissariale in forme di collaborazione interistituzionale e territoriale condivise".

Il commento dei comitati civici

I comitati territoriali sono ancora più duri nel giudicare lo stato delle cose. Attraverso Bagnoli Libera spiegano che secondo loro l'incontro "fotografa come, su Bagnoli, ancora una volta non ci sia nessuna volontà di invertire la rotta". Verrebbero di fatti secondo loro "disattese le aspettative per garantire una continuità con tutto il dispositivo commissariale", e soprattutto "la realtà conferma che l’evoluzione dei processi di bonifica è ancora compromessa dal sequestro del 70% dei suoli",

Non ci sono inoltre "certezze in merito al futuro modello di gestione che il territorio auspica" dato che restano aperte "ipotesi speculative e di privatizzazione", così come resta " vaghezza sui finanziamenti e le coperture economiche, non solo in termini di quantità di risorse e della loro programmazione nel tempo ma anche sulla congruenza tra progettazione di bonifica e fabbisogni",

"Non possiamo quindi che essere molto preoccupati – proseguono i movimenti – per la situazione e invitiamo tutti gli abitanti, sopratutto chi ha nutrito aspettative popolari di cambiamento, di mobilitarsi ed organizzarsi perché nulla cambierà senza informarci, studiare insieme le carte, mobilitarci ed essere protagonisti".

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