Turismo, De Mita: "Occorre tutelare l'immagine di Napoli"

Il vicepresidente della Regione Campania parla delle responsabilità di istituzioni locali e cittadini. Questore Giuffrè: "Illegalità e cortei determinano insicurezza e fastidio nei turisti che arrivano in città"

A margine del dibattito 'L'importanza di chiamarsi Napoli’ organizzato dall'Unione industriali di Napoli a Capri, il vicepresidente della Regione Campania Giuseppe de Mita ha parlato circa le responsabilità che devono avere le istituzioni locali e i cittadini.

Prima di tutto la necessità "di tutelare, al di là dello sfruttamento, innanzitutto l'immagine, i luoghi del territorio e fa re in modo che la tutela diventi la forma di sfruttamento invece che derogare a un'immagine che alcune volte è un po' logorata dalla quotidianità".

Per risollevare l'immagine di Napoli occorrerebbe dunque "lavorare su una logica legata all'immaterialità come può essere una suggestione ed è importante capire come creare valore aggiunto. Ritengo che la tutela, la protezione, la conservazione siano il modo migliore per rilanciarsi piuttosto che pensare forme di utilizzazione che sviliscono. Oggi, lo sviluppo può essere costruito sulla conservazione e non tanto sul cambiamento".

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Presente al dibattito anche il questore di Napoli Santi Giuffré che ha riscontrato, nell’illegalità diffusa e nei cortei, gli elementi che determinano "insicurezza e fastidio" nei turisti che arrivano in città. Pur riscontrando un calo di rapine e furti, Giuffrè ha sottolineato come "un grande problema della città siano i cortei che determinano fastidio causando traffico insopportabile". Una città caotica "le cui emozioni forse al turista non bastano più perché il turista cerca serenità. È necessario dunque lavorare sulla legalità dei comportamenti a cui tutti si dovrebbero conformare. La nostra convinzione profonda è di essere partecipi di un progetto di sicurezza che è problema preponderante del concetto di sviluppo, turismo, imprenditorialità anche in un contesto economico difficile per noi".

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