Persi sette milioni di euro per costruire un insediamento Rom

La commissione Trasparenza del Comune di Napoli si è riunita oggi per ripercorrere l'iter che ha portato il Comune a perdere 7 milioni di euro finanziati dall'Europa per costruire un insediamento Rom a norma

C'erano una volta 7 milioni di euro e adesso non ci sono più. Servivano per realizzare un insediamento abitativo attrezzato per le popolazioni Rom dell'area Nord di Napoli ma a causa di una serie di errori di programmazione, a cavallo tra le amministrazioni Iervolino e de Magistris sono andati perduti.

Per approfondire le vicende che hanno portato il Comune a perdere il finanziamento, il presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Napoli, Domenico Palmieri ha ritenuto necessario convocare una riunione insieme all'assessore al Welfare Roberta Gaeta, a Maurizio Conte del Servizio di Edilizia residenziale pubblica, ai consiglieri dell'Ottava Municipalità e all'europarlamentare del PD e vice presidente della commissione per gli affari regionali del Parlamento europeo Andrea Cozzolino.

"La vicenda dei sette milioni di euro di fondi europei concessi per la costruzione dell'insediamento Rom a Scampia e poi persi perché non utilizzati nei tempi previsti merita un chiarimento della commissione", ha detto in apertura il presidente Palmieri," soprattutto alla luce del momento difficile vissuto dalla città sul fronte dell'accoglienza e dell'integrazione della popolazione Rom". L'intento di Palmieri era quello di verificare gli errori per non commetterli più e capire come riprogrammare il finanziamento senza correre il rischio di perderlo nuovamente. 

"Per difetti di programmazione quei sette milioni non si sono potuti usare, sono errori  che spesso gli amministratori locali compiono, concludendo l'iter di programmazione troppo a ridosso della scadenza del programma comunitario", afferma l'eurodeputato Cozzolino che, ha presentato anche un'interrogazione sulla perdita dei finanziamenti. Cozzolino racconta di aver incontrato il vice sindaco, Raffaele Del Giudice, all'indomani del rogo di Scampia e di aver riaperto insieme a lui l'argomento.

"Ora quei fondi non sono recuperabili", spiega l'europarlamentare, "bisogna pensare a una nuova programmazione. Più che guardare a ritroso, guarderei al futuro. I Fondi europei non sono finanziamenti ordinari e questa ormai è cosa fatta". Cozzolino suggerisce di riprendere il vecchio progetto, vedere cosa va corretto e cosa va aggiornato e cercare agganci nel Patto per Napoli o nel Pon Metro.

Per l'assessore Gaeta l'incontro di oggi è stato un'occasione per fare chiarezza e per iniziare un lavoro strategico per mettere in campo nuove soluzioni in un'ottica non emergenziale ma di processo inclusivo, come previsto nel Piano di azione locale approvato nel 2016.

"Ci sono strategie nazionali che hanno già delineato strumenti operativi, come il tavolo interistituzionale, e si può pensare ad una direttiva europea che supporti questa strategia", spiega la titolare dell'assessorato al Welfare. "Se poi ci sono possibilità di individuare nuove risorse a livello europeo, visto che la Regione ha cancellato questa linea di intervento, siamo fermi nella volontà di portare avanti le proposte esistenti".

Per ben comprendere quali siano stati i problemi che, nel corso degli anni, hanno portato alla perdita del finanziamento, l'architetto Conte del Servizio Edilizia residenziale pubblica ha ripercorso tutto l'iter procedurale che, a partire dal 2008, venne messo in moto per rispondere alle esigenze delle comunità nomadi presenti in tre regioni, Campania compresa, un iter lungo, articolato, che si conclude nel 2016 con la perdita dei fondi e che vede coinvolte due amministrazioni comunali, la Regione Campania e diversi altri soggetti.

Una ricostruzione che la commissione Trasparenza ha deciso di approfondire nei contenuti, in vista di una prossima riunione dedicata a questo tema, dunque un primo chiarimento c'è stato ma al momento non ci sono ancora in campo nuove proposte per ridisegnare il finanziamento.

Uno dei punti più interessanti della discussione in commissione è stato espresso dal consigliere del gruppo misto-Fratelli d'Italia Andrea Santoro che ha evidenziato come i Rom presenti a Napoli non siano nomadi ma stanziali da circa 40 anni e che quindi il progetto, probabilmente, andrebbe rivisto nei contenuti. Non si dovrebbe creare dunque un'area a parte per Rom, Sinti e Caminanti, di fatto ghettizzandoli. ma bisognerebbe creare percorsi di edilizia residenziale pubblica così da creare una vera integrazione.

Dulcis in fundo, il consiglier PD Federico Arienzo ha posto un problema di stringente attualità, chiedendo di chiarire quali sono le soluzioni che si vogliono trovare oggi per le famiglie che, in seguito all'incendio del campo Rom di Scampia, ancora sono ospitate nell'Auditorium intitolato a Fabrizio De Andrè.

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